Veneto. Uil Fp: “Nel privato stessi servizi, ma salari fino a 700 euro più bassi del pubblico”

Veneto. Uil Fp: “Nel privato stessi servizi, ma salari fino a 700 euro più bassi del pubblico”

Veneto. Uil Fp: “Nel privato stessi servizi, ma salari fino a 700 euro più bassi del pubblico”

Nel sistema sanitario regionale operano oltre 55 mila addetti tra strutture pubbliche e private accreditate. Il sindacato denuncia il crescente divario retributivo e contrattuale tra i due comparti e chiede un intervento della Regione per garantire condizioni di lavoro più eque.

In Veneto oltre 55 mila lavoratrici e lavoratori garantiscono ogni giorno il funzionamento della sanità pubblica e privata accreditata. Circa 44 mila operano nelle aziende del Servizio sanitario regionale, mentre quasi 10 mila sono impiegati negli ospedali, negli IRCCS e nelle strutture private accreditate. Ma con condizioni di lavoro molto diverse tra loro. A denunciarlo è la Uil Fp Veneto, in una nota.

“Parliamo di professionisti che spesso svolgono le stesse attività e assumono analoghe responsabilità, ma ricevono trattamenti economici e normativi profondamente differenti”, dichiara Stefano Gottardi, segretario generale Uil Fp Veneto.

Per il personale della sanità pubblica, ricorda il sindacato, è stata sottoscritta l’ipotesi di rinnovo del CCNL 2025-2027, prima della scadenza del precedente contratto. Gli aumenti tabellari e le nuove indennità porteranno, a regime dal 2027, incrementi complessivi fino a circa 223 euro mensili per infermieri e ostetriche e superiori ai 200 euro per altri professionisti sanitari. “La Uil Fp, dopo aver scelto di non firmare il CCNL 2022-2024 perché ritenuto insufficiente, ha contribuito a ottenere ulteriori risorse, nuove tutele e maggiori spazi per la contrattazione aziendale”.

“È stato un percorso difficile, ma necessario. Ora dobbiamo trasformare le risorse disponibili in risultati concreti attraverso una contrattazione di secondo livello competente ed efficace”, sottolinea Gottardi.

La situazione della sanità privata accreditata è invece molto diversa. Il contratto nazionale è fermo al triennio 2016-2018: mancano i rinnovi 2019-2021 e 2022-2024, mentre è già iniziato anche il periodo 2025-2027. “Per un infermiere del privato la differenza rispetto a un collega del pubblico può già raggiungere circa 500 euro lordi al mese. Con l’applicazione del nuovo contratto pubblico, il divario potrà avvicinarsi ai 700 euro mensili”.

“Non è accettabile che professionisti impegnati nell’assistenza degli stessi cittadini ricevano retribuzioni così diverse”, afferma Luca Molinari, componente delle delegazioni trattanti regionale e nazionale Uil Fp per il comparto Sanità.

“Non possiamo criticare un infermiere, un OSS o un tecnico che partecipa a un concorso pubblico per ottenere uno stipendio più adeguato e maggiori tutele. Il problema è un sistema che finanzia servizi essenziali con risorse pubbliche senza garantire contratti aggiornati e trattamenti equi”.

Il crescente divario salariale, per il sindacato, “rischia di favorire il trasferimento di personale dalle strutture private alle aziende pubbliche, aggravando la carenza di infermieri e OSS. Reparti scoperti, turni più pesanti e riduzione delle attività avrebbero conseguenze sull’intero sistema sanitario regionale, comprese le liste d’attesa e l’accesso alle prestazioni”.

“Chiediamo anche alla Regione Veneto di convocare organizzazioni sindacali e associazioni datoriali”, conclude Stefano Gottardi. “Accreditamenti, tariffe e finanziamenti devono essere accompagnati da garanzie sul rinnovo dei contratti, sulla stabilità degli organici e sulla qualità dell’occupazione. La sanità pubblica e quella privata fanno parte dello stesso sistema: non possono esistere lavoratori di serie A e di serie B”.

Da settembre la Uil Fp parteciperà alle iniziative territoriali per il rinnovo dei contratti della sanità privata e delle RSA.

30 Luglio 2026

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