Gli incendi sono spesso percepiti come un pericolo limitato alle persone che vivono vicino alle fiamme. In realtà, avverte OMS Europa, il fumo può spostarsi attraverso regioni, Paesi e persino continenti, peggiorando la qualità dell’aria anche in comunità molto distanti dall’incendio.
In un clima che cambia, il rischio di incendi è in aumento. I grandi roghi registrati questa estate nella Regione europea dell’OMS e oltre i suoi confini ricordano che i pericoli non derivano soltanto dal fuoco, ma anche dal fumo che si diffonde nell’atmosfera.
PM2.5 e sostanze nocive: cosa contiene il fumo
Il fumo degli incendi è una miscela complessa di gas e particelle molto piccole, rilasciate quando bruciano alberi, vegetazione, edifici e altri materiali. Quando gli incendi interessano aree urbane o industriali, aumenta anche il rischio di esposizione a sostanze nocive aggiuntive.
Una delle principali preoccupazioni riguarda il particolato fine, noto come PM2.5. Queste particelle, di dimensioni molto ridotte, possono essere inalate in profondità nei polmoni ed entrare nel circolo sanguigno. L’esposizione può provocare tosse, irritazione di occhi e gola, mal di testa, respiro sibilante e mancanza di fiato.
Più rischi per chi ha asma, malattie respiratorie o cardiache
Per le persone con condizioni di salute preesistenti, come asma, malattie polmonari croniche e patologie cardiache, l’esposizione al fumo può aggravare i sintomi anche quando la fonte dell’incendio è distante.
Nei casi più gravi, l’esposizione può rendere necessari ricoveri ospedalieri e interventi di emergenza.
Alcuni gruppi sono più vulnerabili di altri. I polmoni di neonati e bambini piccoli sono ancora in fase di sviluppo; gli anziani possono avere una minore capacità di compensare gli effetti dell’aria inquinata; anche donne in gravidanza, alcune persone con disabilità, chi vive in abitazioni difficili da proteggere dal fumo e le persone senza dimora possono essere maggiormente esposti.
Soccorritori e lavoratori all’aperto tra i più esposti
Particolarmente a rischio sono anche i soccorritori, che possono trovarsi a contatto con alte concentrazioni di fumo vicino agli incendi, e i lavoratori all’aperto, esposti all’aria inquinata anche a diverse distanze dal fronte del fuoco.
“Gli impatti sulla salute degli incendi vanno oltre le lesioni fisiche immediate”, afferma Konstantinos Tsigkas, responsabile di un servizio antincendio in Grecia. “Il fumo può causare problemi respiratori, aggravando condizioni preesistenti come l’asma”.
Il fotogiornalista greco Dimitris Tosidis, che ha documentato gli incendi nel suo Paese, richiama invece l’imprevedibilità del fenomeno: “Quando ti avvicini a un incendio, la cosa più importante da capire è che il vento può cambiare; a quel punto arriva il fumo e non riesci a respirare”.
Clima e gestione del territorio aumentano il rischio
Gli incendi possono essere innescati da comportamenti imprudenti, come l’uso scorretto di sigarette o barbecue, da vetri abbandonati che concentrano la luce solare o da atti dolosi.
Tuttavia, il cambiamento climatico e le modifiche nella gestione del territorio stanno aumentando le condizioni che permettono agli incendi di svilupparsi e diffondersi. Temperature più elevate, ondate di calore più lunghe, cambiamenti nei regimi delle precipitazioni, siccità più frequenti e vegetazione più secca creano un contesto favorevole alla propagazione del fuoco.
Né gli incendi né il fumo rispettano i confini amministrativi. Anche quando il rogo è lontano, proteggere la salute significa restare attenti agli avvisi sulla qualità dell’aria.
OMS: “Se sentite odore di fumo, dovete proteggervi”
“Quando sono presenti incendi nella vostra area, anche a una certa distanza, seguite le istruzioni delle autorità locali, che dispongono delle informazioni più aggiornate sul territorio”, afferma Dorota Jarosinska, del Centro europeo OMS per ambiente, cambiamento climatico e salute.
“Se sentite odore di fumo, significa che è presente nell’aria che respirate e dovete proteggervi riducendo l’esposizione, soprattutto se appartenete a un gruppo a rischio”, aggiunge.
Jarosinska avverte anche che l’assenza di odore non esclude la possibilità di sintomi e che gli incendi possono cambiare improvvisamente direzione in caso di variazioni del vento. Per questo è importante restare aggiornati.
Come proteggersi dal fumo degli incendi
OMS Europa raccomanda di seguire gli aggiornamenti ufficiali e le indicazioni delle autorità locali, inclusi gli avvisi sull’inquinamento atmosferico e le eventuali istruzioni di evacuazione o trasferimento.
Quando gli incendi sono vicini o l’inquinamento da fumo è elevato, è consigliabile restare il più possibile al chiuso con porte e finestre chiuse, salvo diversa indicazione delle autorità. Questa misura è particolarmente importante per bambini, anziani e persone con patologie croniche.
Se è necessario uscire, OMS Europa raccomanda di indossare una mascherina ben aderente, come FFP2 o N95. In condizioni di caldo, l’attività all’aperto va dosata con pause frequenti, perché l’uso della mascherina aumenta lo sforzo fisiologico durante l’esercizio in presenza di alte temperature.
Viaggi, auto e aria condizionata: le precauzioni
In presenza di fumo è opportuno ridurre gli spostamenti non necessari. Se il viaggio è indispensabile, chi guida dovrebbe utilizzare i fari anche di giorno per rendere il veicolo più visibile e migliorare la sicurezza.
È inoltre consigliato mantenere efficienti i sistemi di filtrazione e ventilazione dell’auto, viaggiare con i finestrini chiusi e impostare l’aria condizionata sul ricircolo.
Gli incendi possono verificarsi contemporaneamente alle ondate di calore, creando rischi distinti ma reciprocamente amplificati. Se il fumo è presente durante una fase di caldo estremo, i ventilatori vanno usati solo per muovere l’aria già presente in casa, evitando dispositivi che aspirino aria dall’esterno. Anche l’aria condizionata dovrebbe essere impostata sul ricircolo, evitando la ventilazione diretta con aria esterna.
Ridurre l’inquinamento dentro casa
Quando il fumo entra nell’ambiente domestico, è importante ridurre altre fonti di inquinamento indoor.
OMS Europa raccomanda di evitare il fumo di sigaretta, l’uso di stufe a legna o a gas propano, spray aerosol e attività come friggere o grigliare cibi, che possono aumentare ulteriormente il carico di particelle nell’aria interna.
Chi ha malattie respiratorie o cardiovascolari, o è in gravidanza, deve prestare particolare attenzione a eventuali sintomi. In presenza di disturbi, è necessario chiedere assistenza medica.
Cosa devono garantire i servizi di sanità pubblica
Secondo OMS Europa, i servizi di sanità pubblica devono fornire informazioni precoci sui rischi legati agli incendi, indicazioni sugli effetti del fumo sulla salute e sulle misure di protezione, oltre a informazioni su linee di assistenza, servizi sociali e sanitari.
Devono inoltre essere disponibili cure primarie, servizi ambulatoriali e assistenza ospedaliera locale, insieme a strutture dotate di ossigeno e respiratori per le popolazioni particolarmente vulnerabili.
OMS Europa richiama anche la necessità di luoghi pubblici accessibili con aria pulita e possibilità di raffrescamento, soprattutto quando incendi e ondate di calore si verificano nello stesso periodo.
OMS Europa lavora con i Paesi per valutare i rischi e preparare la risposta alle emergenze. Ha inoltre sviluppato un pacchetto di indicazioni e risorse per il settore sanitario, con strumenti per proteggere le persone dal fumo e dal caldo estremo e rendere servizi e strutture sanitarie più resilienti di fronte a incendi e ondate di calore.