Aborto. Fnopo: “Informare sì, condizionare no. L’ostetrica accompagna la donna, non decide per lei”

Aborto. Fnopo: “Informare sì, condizionare no. L’ostetrica accompagna la donna, non decide per lei”

Aborto. Fnopo: “Informare sì, condizionare no. L’ostetrica accompagna la donna, non decide per lei”

La Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica interviene nel dibattito sull’interruzione volontaria di gravidanza riacceso dalle recenti dichiarazioni di Roberto Vannacci. Per la FNOPO, IVG e salute riproduttiva devono restare dentro un percorso sanitario fondato su competenze, evidenze scientifiche, ascolto, servizi accessibili e rispetto dell’autodeterminazione della donna.

L’interruzione volontaria di gravidanza non può diventare terreno di scontro ideologico. È il richiamo della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica, che interviene nel dibattito aperto dalle recenti dichiarazioni di Roberto Vannacci.

Per la FNOPO, la salute sessuale e riproduttiva delle donne deve essere tutelata attraverso professionisti competenti, informazioni corrette, servizi accessibili e percorsi assistenziali appropriati. Ogni donna, sottolinea la Federazione, deve poter essere ascoltata e accompagnata nel rispetto delle proprie scelte.

“Informare una donna significa metterla nelle condizioni di conoscere la propria situazione, le alternative disponibili, i rischi e i benefici delle diverse possibilità. Non significa orientarne la decisione”, afferma la FNOPO. “Di fronte a una scelta che può essere complessa e coinvolgere dimensioni personali, familiari e sociali profonde, il compito del professionista sanitario è garantire competenza, ascolto e assistenza, senza giudizio e senza pregiudizi”.

“Ogni intervento deve rispettare la volontà della persona assistita”

La Federazione richiama l’attenzione sul rischio che alcuni interventi, come il riferimento all’ascolto del battito fetale prima dell’interruzione di gravidanza o la presenza di associazioni pro-life nei consultori, vengano affrontati solo sul piano politico o ideologico.

Secondo la FNOPO, ogni intervento inserito in un percorso sanitario deve avere una finalità assistenziale chiara, essere appropriato e rispettare la volontà e l’autodeterminazione della persona assistita.

“Ogni intervento assistenziale deve avere una finalità sanitaria e rispettare la volontà della persona assistita. L’informazione deve essere completa, scientificamente corretta e libera da condizionamenti. Questo è uno dei principi fondamentali dell’assistenza ostetrica”, sottolinea la Federazione.

“L’ostetrica è al fianco della donna, non al posto della donna”

La professione ostetrica, ricorda la FNOPO, ha una responsabilità specifica nell’accompagnamento della donna lungo tutto il percorso della salute sessuale e riproduttiva: dalla prevenzione della gravidanza alla maternità, fino all’assistenza nei percorsi previsti dalla normativa sull’interruzione volontaria di gravidanza.

L’ostetrica è una professionista preparata e competente, chiamata ad ascoltare, informare e assistere senza giudicare. Il suo ruolo non è indirizzare la donna verso una scelta, ma esserle accanto affinché possa assumere una decisione consapevole e libera.

“Il nostro compito non è sostituirci alla donna nelle sue decisioni, ma metterla nelle condizioni di compiere una scelta consapevole e libera, attraverso ascolto, competenza e presa in carico”, afferma la Federazione.

Nessuna donna deve sentirsi sola

Questo principio assume un significato particolare quando la donna si trova ad affrontare una gravidanza non programmata o una decisione complessa. In queste situazioni, il rischio non è soltanto ricevere informazioni insufficienti, ma anche sentirsi sola, non compresa o giudicata.

“Accompagnare significa anche questo: esserci quando una donna si trova davanti a una scelta difficile, ascoltarla senza pregiudizi, rispondere alle sue domande con competenza e garantirle continuità assistenziale. Nessuna donna dovrebbe essere lasciata sola ad affrontare una decisione che riguarda il proprio corpo, la propria salute e la propria vita”, ribadisce la FNOPO.

La relazione professionale, per la Federazione, deve essere fondata sulla fiducia e sulla capacità di riconoscere la persona nella sua individualità, nella sua storia e nel suo specifico percorso.

Consultori, “luoghi di salute, non di pressione”

Particolare attenzione viene riservata ai consultori familiari, spesso primo punto di accesso per le donne alle informazioni e ai servizi dedicati alla salute sessuale e riproduttiva.

“I consultori devono rimanere luoghi di ascolto, prevenzione, orientamento e presa in carico”, evidenzia la FNOPO. “Devono essere spazi nei quali una donna possa entrare con una domanda, un dubbio o una difficoltà e trovare professionisti preparati, disponibili all’ascolto e capaci di accompagnarla senza giudizio”.

La Federazione sottolinea l’importanza di preservare la natura sanitaria e pubblica dei consultori, garantendo un’assistenza multidisciplinare e competente, nel rispetto della persona e della normativa vigente.

“Un consultorio deve essere un luogo nel quale la donna possa sentirsi accolta e libera di esprimere i propri dubbi e le proprie paure. Non può diventare uno spazio nel quale una persona, proprio nel momento in cui è più vulnerabile e può sentirsi sola, percepisca di essere sottoposta a pressioni o giudizi”.

Prevenire l’IVG significa prevenire le gravidanze indesiderate

Nel dibattito pubblico, osserva la FNOPO, il tema della prevenzione dell’interruzione volontaria di gravidanza rischia spesso di essere affrontato soltanto quando la gravidanza è già iniziata. La prevenzione, invece, comincia molto prima.

Educazione alla sessualità e all’affettività, accesso alla contraccezione, informazione corretta, prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili e contrasto alla violenza sono strumenti fondamentali per ridurre le gravidanze indesiderate e promuovere scelte riproduttive realmente consapevoli.

“Prevenire un’interruzione volontaria di gravidanza significa innanzitutto lavorare per prevenire le gravidanze indesiderate quando è possibile farlo”, sottolinea la Federazione. “Questo richiede educazione, informazione, accesso alla contraccezione e servizi territoriali forti, nei quali le persone possano rivolgersi a professionisti competenti prima che una situazione diventi una condizione di emergenza o di difficoltà”.

“Sostenere la maternità non significa mettere in discussione la libertà di scelta”

Per la FNOPO anche il sostegno alla maternità deve essere rafforzato, ma non può trasformarsi in uno strumento per mettere in discussione l’autodeterminazione della donna.

“Una donna che sceglie di portare avanti una gravidanza deve poter contare su sostegni sociali, economici, sanitari e psicologici. Ma lo stesso sistema sanitario deve garantire assistenza a una donna che decide di interrompere la gravidanza nei casi e secondo le modalità previste dalla legge”, osserva la Federazione.

Sostenere la maternità significa creare le condizioni perché una gravidanza desiderata possa essere vissuta senza ostacoli economici, sociali o assistenziali. Allo stesso tempo, rispettare la libertà di scelta significa garantire alla donna che decide diversamente un percorso sanitario competente, sicuro e rispettoso.

Competenza professionale ed evidenze scientifiche al centro

Nel contesto attuale, la FNOPO ribadisce il ruolo dell’ostetrica come professionista autonoma della salute sessuale e riproduttiva, con competenze che comprendono prevenzione, educazione sanitaria, assistenza e accompagnamento della donna nei diversi percorsi della vita riproduttiva.

L’ostetrica è chiamata a mettere a disposizione competenza scientifica e professionale, capacità di ascolto, attenzione e relazione, accompagnando la donna senza pregiudizi e rispettandone valori, storia personale e scelte.

“Il dibattito pubblico può essere anche molto acceso, ma l’assistenza sanitaria non può essere costruita sulle contrapposizioni ideologiche. Deve fondarsi sulle competenze professionali, sulle evidenze scientifiche, sulla sicurezza delle cure e sul rispetto della persona”, conclude la Federazione.

“Informare, ascoltare, assistere significa prima di tutto esserci. Le ostetriche ci sono: nessuna donna deve rimanere sola o sentirsi sola durante tutta la sua vita e nelle sue scelte. Il nostro compito è accompagnarla con competenza, attenzione e disponibilità, senza giudicare e senza pregiudizi, rispettando la sua libertà e la sua autodeterminazione. Sul tema dell’aborto la nostra posizione è chiara: informare, ascoltare, assistere. Mai condizionare”.

07 Settembre 2026

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