Trento. La provincia aggiorna la disciplina sulla Pma

Trento. La provincia aggiorna la disciplina sulla Pma

Trento. La provincia aggiorna la disciplina sulla Pma
La Giunta provinciale ha approvato la nuova disciplina per l'attività di procreazione medicalmente assistita. Obiettivo assicurare il miglioramento continuo del servizio, con una serie di misure che vanno dalla definizione di criteri di accesso alla determinazione dei Lea e dei livelli aggiuntivi di assistenza.

Venerdì scorso la Giunta provinciale di Trento, su proposta dell'assessore alla salute e politiche sociali Ugo Rossi, ha approvato la nuova disciplina per l'attività di procreazione medicalmente assistita. L'aggiornamento – spiega una nota della provincia – “ha l'obiettivo di assicurare il miglioramento continuo del servizio, con una serie di misure che vanno dalla definizione di criteri di accesso alla determinazione dei livelli essenziali e aggiuntivi di assistenza.”
 
In Trentino, fra il 2002 e il 2005, sono stati assegnati, per offrire riposte alle richieste diagnostiche e terapeutiche espresse dalle coppie con problemi di infertilità/sterilità, specifici obiettivi all'Azienda sanitaria finalizzati: a studiare il fenomeno della sterilità e dell’infertilità in ambito provinciale (compresa la mobilità); attivare la funzione ambulatoriale di primo livello (inseminazioni) presso gli ospedali di Trento e di Rovereto; definire un progetto di fattibilità per l’attivazione delle funzioni di secondo (Fivet, fecondazione in vitro) e terzo livello (Icsi); realizzare progressivamente, presso l'ospedale Alto Garda e Ledro, un centro per la procreazione medicalmente assistita (Pma) in grado di assicurare funzioni di procreazione assistita di primo, secondo e terzo livello.
 
La deliberazione approvata dalla Giunta provinciale aggiorna la disciplina Pma con l’obiettivo di assicurare il miglioramento continuo del servizio attraverso una definizione dei criteri soggettivi ed oggettivi di accesso, introducendo il limite di accesso alle tecniche di Pma alle coppie in cui la donna non abbia ancora compiuto il 43° anno di età al momento della eventuale esecuzione della tecnica e disponendo che alla donna che abbia compiuto il 43° anno di età non possono essere offerti/erogati cicli di Pma.
 
La limitazione, legata alla necessità di non disperdere le risorse su coppie senza probabilità di successo, è definita/raccomandata dalla Commissione scientifica nazionale e adottata anche da altre regioni, determinazione del relativo Lea (numero cicli a carico del Servizio sanitario nazionale o provinciale) stabilendo che il numero di tentativi è fissato in 5 cicli per il primo livello (inseminazione intrauterina) e in 4 cicli per il secondo/terzo livello (Fivet, Icsi, Gift,); definizione del Livello di Assisistenza Aggiuntivo (a beneficio dei residenti in provincia di Trento ininterrottamente da non meno di 3 anni ed iscritti al Servizio sanitario provinciale) e delle modalità di compartecipazione alla relativa spesa, stabilendo in 400 euro la compartecipazione da parte dell’utente (coppia) per ogni ciclo di primo livello successivo al quinto, e in 2.500 euro la compartecipazione da parte dell’utente (coppia) per ogni ciclo di secondo/terzo livello successivo al quarto; introduzione della disciplina della crioconservazione dei gameti, prevedendo una tariffa specifica a carico dei richiedenti per tutti i casi di deposito a lungo termine non finalizzato all’espletamento di cicli di Pma programmati, con esclusione dei casi di soggetti che prevedono di sottoporsi a terapie potenzialmente dannose per la funzione riproduttiva.

04 Marzo 2013

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