“Agli uffici del Ministero della Salute non risulta che il parere dell’Avvocatura dello Stato abbia affermato che esisteva all’epoca una probabilità di vittoria in giudizio del Ministero con riguardo a tutti i motivi di appello e al complesso dei contenziosi pendenti. Al contrario, il parere dell’Avvocatura dello Stato evidenziava piuttosto il rischio di soccombenza del Ministero”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, rispondendo ieri in aula alla Camera al question time presentato dal deputato Gian Antonio Girelli (Pd) sull’accordo transattivo con JC-Electronics Italia Srl.
Il ministro ha ricostruito l’intera vicenda, precisando in via preliminare che “la vicenda attiene a questioni di natura gestionale e amministrativa” e che la risposta “è tratta dalle informazioni che mi hanno inviato gli uffici competenti del Dicastero”.
La sentenza di condanna
“Con sentenza n. 17025 del 2024 il tribunale di Roma, accogliendo la tesi di parte attrice, condannava la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero della Salute al pagamento in favore della JC-Electronics Italia Srl di una somma di oltre 203 milioni di euro, più gli interessi di mora – ha ricostruito Schillaci -. Il tribunale ha ritenuto che la risoluzione del contratto effettuata dal commissario Arcuri, nominato dal Governo Conte, fosse priva di fondamento. La sentenza era immediatamente esecutiva; tra l’altro, come evidenziato nel parere dell’Avvocatura, il credito accertato in capo alla controparte ammontava, alla data del 30 giugno 2025, a una somma di oltre 250 milioni di euro. Si precisa, poi, che il giudice ha adottato una delle soluzioni proposte dal Ctu”.
Parallelamente, ha aggiunto il ministro, “la società menzionata vantava ulteriori crediti nei confronti delle amministrazioni per circa 20 milioni di euro”.
La querela di falso e il rigetto
Schillaci ha poi ricostruito un secondo passaggio giudiziario: “La Presidenza del Consiglio e l’Unità di completamento della campagna vaccinale proponevano, altresì, querela di falso nei confronti della JC-Electronics, dell’Aurora Spe e della Vittoria Spe in riferimento a un test report che JC-Electronics avrebbe presentato al fine di far valere la bontà dei dispositivi di protezione individuali. Tuttavia, con sentenza n. 10918 del 2025 il tribunale di Roma rigettava la querela di falso, condannando la parte querelante, e dunque il Ministero della Salute, al pagamento di ulteriori 5.431 euro”.
L’appello e la transazione
“Successivamente, veniva proposto appello dal Ministero della Salute verso la sentenza n. 17025 del 2024 – ha proseguito il ministro. La società JC-Electronics, in questo contesto, proponeva l’istituzione di un tavolo di trattativa con tutte le parti coinvolte per arrivare a una composizione transattiva e bonaria. Su questa proposta esprimeva autorevole parere positivo l’Avvocatura dello Stato, che predisponeva con le controparti il testo della transazione. L’accordo transattivo è stato firmato il 31 ottobre 2025 e ha chiuso tutti i contenziosi, per un totale di 100 milioni di euro”.
La contestazione del parere
È qui che il ministro affronta il punto centrale dell’interrogazione di Girelli. “Veniamo alla vostra domanda – ha detto Schillaci -. Agli uffici del Ministero della Salute non risulta che il parere dell’Avvocatura dello Stato abbia affermato che esisteva all’epoca una probabilità di vittoria in giudizio del Ministero con riguardo a tutti i motivi di appello e al complesso dei contenziosi pendenti. Al contrario, il parere dell’Avvocatura dello Stato evidenziava piuttosto il rischio di soccombenza del Ministero. La frase virgolettata riportata nell’atto di interrogazione deve essere letta in connessione logica rispetto alla frase precedente”.
“In conclusione, sul punto è doveroso evidenziare che l’eventuale rigetto del primo menzionato motivo di impugnazione implicherebbe la conferma dell’illegittimità della risoluzione del contratto operata dall’amministrazione con inevitabili ricadute in termini risarcitori – ha aggiunto -. In altri termini, il primo motivo di appello, secondo l’Avvocatura, era esposto a un’alquanto probabile soccombenza; riguardo al secondo motivo abbiamo una minore probabilità di quest’ultimo. Ne deriva quindi che, tenendo conto del complesso del parere e del fatto che la stessa Avvocatura, poche righe dopo, valuta nel merito la proposta di transazione, la soluzione transattiva appariva all’epoca legittimamente percorribile”.
La registrazione della Corte dei conti
Il ministro ha poi ricordato il passaggio di controllo contabile: “La proposta è stata, quindi, sottoposta proprio all’Avvocatura dello Stato che, come ricordavo, ha condotto insieme al Ministero le trattative. La piena legittimità dell’operato degli uffici è del resto asseverata anche dalla Corte dei conti, che ha ammesso alla registrazione l’atto che approvava la transazione con pronuncia di controllo del 21 gennaio 2026, con un importo versato di forte risparmio rispetto alla sentenza di condanna esecutiva precedente”.
Documenti alla Commissione d’inchiesta
In chiusura, Schillaci ha precisato: “Infine, rappresentiamo che i documenti relativi alla vicenda sono stati trasmessi alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria causata dal Sars-CoV-2, in ragione della natura riservata degli stessi”.