Dal prossimo 23 ottobre entreranno in vigore le nuove disposizioni nazionali in materia di intelligenza artificiale, con ricadute anche sull’attività degli studi odontoiatrici. Dalla formazione obbligatoria alla tutela dei dati personali, fino alla gestione dei rapporti di lavoro e alla responsabilità nelle decisioni cliniche, l’utilizzo dell’IA richiederà nuove competenze e una maggiore attenzione agli aspetti normativi e deontologici.
Per Andi e Aio, la priorità è accompagnare questa trasformazione garantendo che l’innovazione tecnologica rimanga uno strumento di supporto al professionista, senza sostituirne l’autonomia di giudizio e la responsabilità nei confronti dei pazienti.
È quanto emerge da un documento delle due associazioni dedicato alle implicazioni per l’odontoiatria del decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 ottobre, che adegua la normativa nazionale al Regolamento europeo 2024/1689, il cosiddetto AI Act. Sebbene il provvedimento non contenga disposizioni specificamente rivolte all’odontoiatria, le sue implicazioni interessano sia l’attività clinica sia l’organizzazione degli studi professionali.
La formazione sull’intelligenza artificiale entra nei programmi Ecm Uno degli aspetti centrali del decreto riguarda la formazione dei professionisti. Gli Ordini professionali dovranno adeguare i percorsi di formazione iniziale e continua, introducendo contenuti dedicati all’alfabetizzazione e all’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale, con particolare attenzione agli aspetti tecnici, giuridici e deontologici.
Per le professioni sanitarie, l’IA entrerà anche nell’ambito dell’Ecm. La Commissione nazionale per la formazione continua dovrà definire la quota dell’obbligo formativo triennale da dedicare a questa materia, secondo le modalità previste dal decreto e dai successivi atti attuativi. Il provvedimento riconosce inoltre agli Ordini e alle associazioni di categoria la possibilità di promuovere specifiche iniziative formative, anche in collaborazione con le università.
Su questo punto Andi e Aio sottolineano la necessità che le competenze e le esigenze concrete degli odontoiatri siano adeguatamente rappresentate nella definizione dei contenuti formativi, affinché i nuovi percorsi rispondano alle effettive necessità dell’attività clinica e organizzativa degli studi.
Il principio di fondo è chiaro: l’intelligenza artificiale può essere un valido supporto al professionista, ma non sostituisce la sua autonomia di giudizio e la sua responsabilità. Software per l’analisi radiografica, la pianificazione implantare, il supporto alla diagnosi o la gestione dello studio possono offrire opportunità significative, purché siano utilizzati in modo appropriato, consapevole e coerente con la loro destinazione d’uso. Il professionista deve conoscerne le potenzialità e i limiti, valutare criticamente i risultati prodotti e mantenere il controllo sulle decisioni cliniche. L’impiego di questi strumenti deve inoltre avvenire nel rispetto della riservatezza dei dati, della normativa applicabile e degli obblighi informativi nei confronti del paziente, quando previsti.
L’IA può supportare la diagnosi, ma la responsabilità resta al professionista
Dall’analisi radiografica alla pianificazione implantare, dal supporto alla diagnosi fino alla gestione amministrativa dello studio, i sistemi di intelligenza artificiale possono offrire opportunità significative per l’odontoiatria. Evidenziano Andi e Aio. Il loro utilizzo deve tuttavia essere appropriato e coerente con la destinazione d’uso degli strumenti: “Il professionista è chiamato a conoscerne potenzialità e limiti, valutare criticamente i risultati prodotti e mantenere il controllo sulle decisioni cliniche”. Particolare attenzione deve essere riservata alla protezione dei dati personali, al rispetto della normativa applicabile e agli obblighi informativi nei confronti del paziente, quando previsti.
Gestione del personale: le decisioni non possono essere esclusivamente automatizzate
Le nuove disposizioni riguardano anche gli studi odontoiatrici con dipendenti. Le decisioni su assunzioni, licenziamenti, provvedimenti disciplinari e valutazione delle prestazioni, nei casi previsti dalla normativa, non potranno essere affidate esclusivamente all’IA, ma dovranno garantire un intervento umano effettivo. Previsti inoltre obblighi informativi, formazione adeguata e valutazione dei rischi legati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’organizzazione del lavoro, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.
Alcuni sistemi di intelligenza artificiale utilizzati in ambito diagnostico, sottolineano i dentisti, possono infatti rientrare nella categoria dei sistemi ad alto rischio, in funzione della loro destinazione d’uso e della classificazione applicabile. Non tutti i software impiegati negli studi odontoiatrici sono quindi soggetti alle medesime regole.
Le scadenze: entro aprile 2027 i nuovi percorsi formativi
Il decreto entrerà in vigore il 23 ottobre 2026, data dalla quale troveranno applicazione le disposizioni previste per i datori di lavoro. Per quanto riguarda la formazione, il documento individua nel 23 aprile 2027 il termine entro il quale dovranno essere completati gli ulteriori passaggi.
Cosa devono fare gli studi odontoiatrici
In vista dell’applicazione delle nuove disposizioni, Andi e Aio richiamano l’attenzione su alcune verifiche che gli studi odontoiatrici dovrebbero avviare.
Tra queste, la ricognizione degli strumenti informatici che integrano funzionalità di intelligenza artificiale, distinguendo quelli utilizzati per finalità cliniche da quelli destinati alle attività amministrative e organizzative. Occorre inoltre verificare le caratteristiche e la destinazione d’uso dei software, gli eventuali requisiti applicabili ai dispositivi medici, le procedure di protezione dei dati personali, le informative rivolte a pazienti e collaboratori e i contratti con i fornitori.
Per gli studi con personale dipendente sarà necessario prestare attenzione anche agli obblighi informativi e organizzativi e alla valutazione dei rischi connessi all’introduzione di sistemi di IA. Infine, seguire gli aggiornamenti normativi e le indicazioni degli organismi competenti, degli Ordini professionali e della Commissione nazionale ECM.