“Dobbiamo continuare a puntare sulla prevenzione, continueremo a dare attenzione al disagio psicologico, e credo che sia necessario avere attenzione verso chi è in avanti con l’età e chi è affetto da una malattia neurodegenerativa”. Saranno queste alcune delle priorità per la sanità nella prossima Legge di Bilancio, ad elencarle è il ministro della Salute Orazio Schillaci, durante il panel “Ricerca medica e longevità” nell’ambito del Welfare Italia Forum 2026.
Di fronte al dato che vede l’Italia come il secondo paese più longevo al mondo, Schillaci ribadisce che la longevità è una ricchezza e un merito della ricerca scientifica “che ci propone sempre nuovi farmaci” e del Servizio Sanitario nazionale “che rappresenta l’infrastruttura più importante che abbiamo oggi nel nostro paese”.
Il ruolo della sanità integrativa
I costi della longevità sono però alti, conferma Schillaci. “Oggi noi spendiamo circa i tre quarti del Fondo sanitario nazionale per curare e assistere gli over 65, questo ci impone delle scelte che stiamo facendo almeno da due anni”. La principale arma per sfidare questi costi è la prevenzione.
“Puntare sulla prevenzione vuol dire far sì che meno italiani si ammalino in futuro, vuol dire cambiare da subito la prospettiva. Oggi il ministero della Salute si occupa di curare chi si ammala, ma da subito si deve occupare che gli italiani non si ammalino” conferma il ministro, che conferma gli investimenti già fatti nella scorsa Legge di bilancio e i finanziamenti del PNRR declinati sulle Case di comunità, per la presa in carico delle persone più fragili. Su questo Schillaci ribadisce la necessità di un “patto generazionale”, portando la prevenzione a scuola e rendendo sempre più disponibili le migliori terapie in tutto il Paese.
Il ministro ribadisce anche il ruolo che in questo può avere la sanità integrativa. “In Italia la sanità integrativa interessa il 24% della popolazione, mentre altri paesi europei sono coperti da sanità integrativa per il 75%. Gli altri paesi europei spendono in media 260 € l’anno per la sanità integrativa noi 190 €” contestualizza, ricordando che non si parla di “privatizzazione della sanità”.
Schillaci la definisce “un’opportunità che va governata” anche per ridurre le liste di attesa. “L’unica cosa che mi preme è che la sanità integrativa deve essere anche questa rivolta a chi magari oggi ne è escluso, penso ai disoccupati, penso alle categorie socialmente più povere, ai pensionati, ai lavoratori precari”, aggiunge.
Alla chiusura del quarto anno di legislatura, Schillaci ribadisce di essere fiero di aver agito sulla lotta ai gettonisti, di aver creato un piano di uscita dalle liste d’attesa su cui, ammette, “molto bisogna fare ancora”, di aver riportato dopo 13 anni un Piano sanitario per le malattie psichiatriche e aver raggiunto il target europeo delle Case di Comunità, che per il ministro saranno il centro di un ritorno al territorio.
Infine, il Ministro ha dichiarato qual è il suo obiettivo di fine mandato: “Vorrei concludere, prima della fine di questa legislatura”, il “nuovo Piano sanitario nazionale, che manca dal 2008 e che stiamo portando avanti con i tecnici del ministero e con le Regioni. Uno strumento che sicuramente può dare tante risposte in sanità. C’è la necessità, dopo quasi cinquant’anni, di tanti ammodernamenti per il Servizio sanitario nazionale per stare al passo con la ricerca e per stare vicino alle persone”, ha aggiunto. Per quanto riguarda ciò che è stato già fatto, invece, Schillaci sottolinea come il suo maggiore orgoglio sia stato quello di raggiungere “il target europeo della Case di comunità. Sono state una sfida nello scetticismo globale, con qualcuno che tifava perché non ce la facessimo”. Ora “cominciano a funzionare e saranno la vera rivoluzione di cui i cittadini si accorgeranno e cominciano già ad accorgersi”.