Brunese (Sirm): “Con l’intelligenza artificiale il radiologo recupera il tempo per parlare con il paziente”

Brunese (Sirm): “Con l’intelligenza artificiale il radiologo recupera il tempo per parlare con il paziente”

Brunese (Sirm): “Con l’intelligenza artificiale il radiologo recupera il tempo per parlare con il paziente”

Più esami da refertare, in tempi sempre più stretti, e la necessità di non perdere il contatto con il paziente. Al 52° Congresso nazionale della Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm), in corso all’Allianz MiCo di Milano, Luca Brunese, presidente eletto della società scientifica, indica nell’intelligenza artificiale lo strumento per tenere insieme le due esigenze.

“L’evoluzione della professione del radiologo cambierà molto – spiega Brunese –. Oggi siamo stretti tra una domanda di prestazioni sempre maggiore e la necessità di dare risposte in tempi brevi. In questo l’intelligenza artificiale ci aiuterà”. Il cambiamento però, aggiunge, ha anche un’altra radice: “Recupereremo alcuni aspetti che facevano parte di quello che ci hanno insegnato della nostra disciplina e che abbiamo perso, sommersi dalle nuove esigenze della medicina”.

Il punto centrale è il tempo. “La digitalizzazione totale che la medicina sta affrontando, e che riguarda soprattutto il nostro settore, ci impone un cambiamento: recuperare il fattore tempo nel rapporto con il paziente e con i colleghi”. Alcuni ambiti della radiologia lo sperimentano già. “Pensiamo al rapporto del radiologo con la donna negli esami senologici, all’esame ecografico, quando il radiologo è a contatto diretto con il paziente, e ancora di più alla radiologia interventistica. Questi campi ci dimostrano che il paziente vuole questo rapporto diretto, e ha ragione di volerlo”.

E aggiunge: “Il radiologo non parla più solo con il referto, ma parla con il paziente attraverso il referto. Questo cambio di paradigma, sostenuto anche da ciò che l’intelligenza artificiale può fare per migliorare le performance del radiologo, sarà la chiave per affrontare il futuro”.

Il ruolo cresce anche dentro i team di cura. “Nei gruppi oncologici multidisciplinari il coordinatore è molto spesso il radiologo, perché possiede tutte le informazioni che servono per orientare il trattamento del paziente. Dieci anni fa non era così. Il radiologo sarà uno dei pilastri della medicina digitale, che non è più futuro ma già presente”.

05 Novembre 2026

© Riproduzione riservata