Farmaci. Gemmato: “Con 70 milioni per l’accesso precoce e 160 milioni per ridurre il payback vogliamo fare dell’Italia un punto di riferimento europeo per l’innovazione”

Farmaci. Gemmato: “Con 70 milioni per l’accesso precoce e 160 milioni per ridurre il payback vogliamo fare dell’Italia un punto di riferimento europeo per l’innovazione”

Farmaci. Gemmato: “Con 70 milioni per l’accesso precoce e 160 milioni per ridurre il payback vogliamo fare dell’Italia un punto di riferimento europeo per l’innovazione”

Il sottosegretario alla Salute, a margine del Congresso nazionale Sifo, rivendica le misure della manovra 2027 per favorire l’accesso alle terapie innovative e rendere il Paese più attrattivo per gli investimenti dell’industria farmaceutica. “Dobbiamo dare certezze a chi investe e fa ricerca in Italia. L’obiettivo è garantire a tutti i cittadini, anche nelle condizioni più difficili, l’accesso gratuito ai farmaci innovativi”. Centrale anche il riordino della legislazione farmaceutica attraverso il nuovo Testo unico.

Favorire l’accesso precoce ai farmaci innovativi, alleggerire il peso del payback per le aziende che investono in Italia e rendere il sistema farmaceutico nazionale più competitivo e attrattivo sul piano internazionale. Sono questi gli obiettivi delle misure contenute nella legge di Bilancio 2027, secondo il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, intervenuto a margine del XLVII Congresso nazionale della Sifo, in corso a Roma.

“Già in questa legge di Bilancio abbiamo previsto 70 milioni di euro nel Fondo per i farmaci innovativi proprio per affrontare il tema dell’accesso alle terapie per patologie particolari. Saremo tra i primissimi Paesi in Europa a mettere a disposizione dei pazienti un percorso alternativo di accesso terapeutico. Questo è un dato di partenza”, ha sottolineato Gemmato.

Il riferimento è alla nuova procedura sperimentale di accesso precoce ai medicinali destinati al trattamento di patologie gravi e invalidanti, per le quali non esistono valide alternative terapeutiche. La misura, prevista per il triennio 2027-2029, potrà contare su una quota fino a 70 milioni di euro annui. Risorse che, va ricordato, non costituiscono un finanziamento aggiuntivo, ma derivano da una rimodulazione interna del Fondo per i farmaci innovativi.

Payback, 160 milioni per incentivare gli investimenti in Italia

Il secondo pilastro della strategia del Governo riguarda il rapporto con l’industria farmaceutica e, in particolare, la riduzione del peso del payback per le imprese che scelgono di investire nel nostro Paese.

“Insieme a questo abbiamo finanziato ulteriori 160 milioni di euro per mitigare la contribuzione da parte dell’industria farmaceutica al payback, dando un vantaggio competitivo a quelle multinazionali che investono e fanno ricerca in Italia”, ha spiegato il sottosegretario.

Una misura che, secondo Gemmato, potrebbe contribuire a rafforzare la capacità dell’Italia di attrarre investimenti internazionali, soprattutto in un contesto caratterizzato da forti differenze nei prezzi dei medicinali tra i diversi mercati.

“Questo è un ulteriore elemento che sicuramente rassicurerà le compagnie internazionali. Rispetto a una battaglia unicamente centrata sul prezzo, che è difficilmente sostenibile perché negli Stati Uniti i farmaci sono molto costosi e c’è un’enorme sperequazione rispetto all’Italia e all’Europa, creare condizioni favorevoli per l’industria farmaceutica può diventare un importante motivo di attrazione per le compagnie estere”.

Il meccanismo previsto dalla manovra introduce, a partire dal 2027, una riduzione del payback fino a un massimo complessivo di 160 milioni di euro annui per le imprese che realizzano investimenti aggiuntivi in Italia. Un apposito fondo statale compenserà le minori entrate delle Regioni.

Il Testo unico per dare certezze alle imprese

Accanto agli interventi economici, Gemmato ha richiamato anche la necessità di semplificare e riordinare il quadro normativo che disciplina il settore farmaceutico.

“Oggi il tema è quello di dare certezza a chi investe e a chi fa ricerca in Italia, anche attraverso il Testo unico sulla legislazione farmaceutica”, ha affermato.

Il sottosegretario ha ricordato come l’attuale sistema normativo poggi ancora su disposizioni risalenti agli anni Trenta, alle quali si sono aggiunti nel tempo numerosi interventi legislativi, determinando una crescente frammentazione delle regole.

Da qui l’obiettivo di arrivare a un quadro più organico e stabile, capace di offrire maggiore prevedibilità agli operatori economici e di accompagnare le politiche di sostegno all’innovazione.

“L’Italia può diventare un benchmark europeo”

La prospettiva indicata da Gemmato è quella di costruire una strategia complessiva che tenga insieme accesso alle cure, sostenibilità economica e competitività industriale.

“Compendiando tutte queste misure, intervenendo sul payback e offrendo, tra i primi in Europa, un accesso precoce ai farmaci, possiamo diventare un benchmark di riferimento a livello europeo e fare in modo che la grande innovazione non sfugga all’Italia”.

Una sfida che, nelle intenzioni del Governo, deve tradursi non soltanto in una maggiore capacità di attrarre ricerca, produzione e investimenti, ma anche in benefici concreti per i pazienti.

“L’obiettivo è fare in modo che tutti i cittadini italiani, anche l’ultimo dei 60 milioni di cittadini, possano avere la certezza che, in condizioni di necessità, avranno gratuitamente il farmaco, anche quello innovativo”, ha concluso Gemmato.

06 Novembre 2026

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