Barile: “L’IA non sostituisce il radiologo clinico”

Barile: “L’IA non sostituisce il radiologo clinico”

Barile: “L’IA non sostituisce il radiologo clinico”

L’intelligenza artificiale nella radiologia muscoloscheletrica è stata “uno degli argomenti cardine di questo Congresso nazionale”. Antonio Barile, direttore editoriale ed editor in chief de La Radiologia Medica e professore ordinario di Radiologia all’Università degli Studi dell’Aquila, sintetizza tre ore di confronto sulle possibilità e sui limiti di questi sistemi. “Tutti i relatori che si sono succeduti hanno trattato un po’ a 360 gradi tutte le applicazioni della intelligenza artificiale in ambito muscolo scheletrico”.

Il primo tema riguarda le apparecchiature dedicate al sistema muscoloscheletrico. Nate per l’analisi maxillo-facciale e odontoiatrica, oggi consentono esami sotto carico degli arti inferiori, come ginocchio e caviglia. Le prime macchine con tecnologia dual energy aiutano nella valutazione delle fratture misconosciute e forniscono informazioni anche sulle fratture occulte, che spesso richiedono un secondo esame a distanza dal trauma. Barile riconosce che hanno ancora limiti di applicabilità, legati alla qualità dell’immagine più che alla sensibilità. Altre applicazioni riguardano la colonna vertebrale, dalle patologie discali alle fratture, con protocolli per la tomografia computerizzata e per la risonanza magnetica a basso campo. Durante un normale esame di risonanza del rachide lombosacrale, “questi sistemi analizzano automaticamente le immagini e danno la possibilità di ottenere informazioni sulla qualità dell’osso dando un’allerta”. Sulla risonanza a basso campo, soprattutto per il ginocchio, sono usciti i primi studi scientifici di validazione. Secondo Barile l’intelligenza artificiale migliora la qualità delle immagini e velocizza l’esame, con informazioni diagnostiche paragonabili a quelle delle macchine ad alto campo e tempi di acquisizione decisamente inferiori.

I limiti restano. “Questi non sono sistemi che possono in qualche modo sostituire il radiologo clinico nel suo ruolo devono essere gestiti dal radiologo clinico”, conclude Barile. Possono però aiutarlo “a commettere meno errori e a dare valutazioni sempre più precise ai colleghi ortopedici in ambito muscolo scheletrico”.

 

06 Novembre 2026

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