Quirinale. Chiuse le consultazioni. Verso un governo del “Presidente”. Sì di Pd, Pdl e Monti

Quirinale. Chiuse le consultazioni. Verso un governo del “Presidente”. Sì di Pd, Pdl e Monti

Quirinale. Chiuse le consultazioni. Verso un governo del “Presidente”. Sì di Pd, Pdl e Monti
La Costituzione non lo prevede ma di fatto di questo si tratterà, sia che abbia un taglio tecnico o più politico, dopo che i tre partiti si sono affidati in toto alle scelte di Napolitano. In pole per la premiership Amato e Letta. L'ipotesi Renzi sembra sfumata. Le decisioni del capo dello Stato domani mattina.

Concluse alle 20.15 le consultazioni per la formazione del Governo al Quirinale all'indomani del giuramento di Giorgio Napolitano per il suo secondo mandato alla Presidenza della Repubblica. Ma dovremo attendere domani per sapere cosa deciderà Napolitano. Sulla base delle dichiarazioni dei vari schieramenti al termine del loro colloquio con il Capo dello Stato possiamo dare per certo che una proposta di Governo verrà fatta e avrà l'appoggio del Pd, del Pdl e di Scelta Civica. Lega, Sel e 5 Stelle hanno invece chiarito che il loro posto sarà all'opposizione. Fratelli d'Italia si è invece espressa per un "no" al governissimo e per un sì a un vero governo di cambiamento dicendosi favorevole all'ipotesi Renzi.
 
Ma sui nomi al momento solo indiscrezioni. Quelle più avvalorate restano Giuliano Amato ed Enrico Letta. Ma anche in questo caso dovremo attendere domani mattina per sapere chi avrà il compito di guadagnarsi la maggioranza in Parlamento e far partire appieno questa legislatura.
 
E' stata in ogni caso una giornata lunga e dai ritmi serratissimi. Segnata anche dalla direzione del Pd dove il segretario Bersani ha confermato le sue dimissioni insieme a quelle della sua segreteria dopo la debacle sulle candidature al Quirinale di Marini e Prodi, affossate dai franchi tiratori del partito.
 
Una direzione che molti attendevano però soprattutto per capire se l'ipotesi Matteo Renzi premier, avanzata ieri notte in diretta Tv da Matteo Orfini (della segreteria nazionale del Pd), avrebbe trovato il sì della direzione. Quel sì non c'è stato e l'odg approvato ha di fatto delegato a Napolitano la scelta dei nomi e del tipo di governo, limitandosi a dare sintetiche indicazioni sugli obiettivi (riforme istituzionali, legge lettorale e provvedimenti economici). La candidatura di Renzi era infatti piaciuta a molti, nel Pd e non solo, ma la direzione non ne ha di fatto parlato tranne nell'intervento di uno dei suoi membri, Ranieri, che l'ha riproposta senza ottenere repliche da nessuno. Del resto lo stesso Renzi nel pomeriggio l'aveva definita "improbabile".
 
Le consultazioni erano iniziate questa mattina alle 10:30. I primi a presentarsi dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sono stati il presidente della Camera, Laura Boldrini e il presidente del Senato, Pietro Grasso. Ecco un riepilogo delle posizioni: 

Gruppo Misto Senato: "Indisponibili a Governo di larghe intese". Lo ha detto Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto Senato, uscendo dalle prima delle consultazioni previste oggi con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la formazione del nuovo Governo. "Riteniamo che il Paese abbia bisogno di un vero segno di cambiamento. Non si può costruire questo cambiamento dando vita ad un governo che veda la presenza di coloro che portano con sè la gran parte della responsabilità di questa crisi".. Lo ha detto Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto Senato, uscendo dalle prima delle consultazioni previste oggi con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la formazione del nuovo Governo. "Riteniamo che il Paese abbia bisogno di un vero segno di cambiamento. Non si può costruire questo cambiamento dando vita ad un governo che veda la presenza di coloro che portano con sè la gran parte della responsabilità di questa crisi".

Gruppo Misto Camera: "A breve Napolitano darà l'incarico". Lo ha riferito ai giornalisti il presidente del Gruppo Misto Camera, Pino Pisicchio, uscendo dalla consultazione con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la formazione del nuovo Governo. "Il presidente della Repubblica si esprimerà nel giro di pochissime ore sull'incarico da dare per formare il nuovo Governo. Sarà un percorso molto serrato. Non abbiamo indicato un nome, ma ci siamo limitati a fornire l'identikit di una persona adeguata per questa situazione".

Svp: "Daremo sostegno a Governo di larghe intese". "Abbiamo un programma già concordato con il Pd per lavorare su tutto ciò che concerne la nostra autonomia. Vogliamo continuare a sostenere questo nostro programma anche con un governo di larghe intese. Se dunque questo sarà possibile, il nostro sostegno non verrà a mancare". Lo hanno detto i rappresentanti del Südtiroler Volkspartei (Svp), uscendo dalla consultazione con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

FdI: "Indisponibili a larghe intese, ma apertura a Governo di cambiamento". Lo ha ribadito il capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. "Abbiamo ribadito la nostra indisponibilità sull'ipotesi di un presunto governo di larghe intese. Siamo contrari a questa logica di mettere insieme persone e storie diametralmente opposte tra loro. In questo modo non si possono offrire al Paese quelle risposte coraggiose di cui ha bisogno. Si rischia un eterno compromesso al ribasso. Questo però non vuol dire che non saremo disponibili a votare quelle singole proposte che riterremo giuste. Dopo Meloni ha preso la parola il capogruppo al Senato di Fratelli d'Italia, Ignazio La Russa, sottolineando che "se questo governo fosse, non l'ultimo della seconda Repubblica, ma il primo della terza Repubblica, con un salto di tipo generazionale, potremmo rivalutare la nostra posizione per un vero governo di cambiamento. Renzi è uno di quelli che risponde a questa tipologia".

Sel: "Se sarà governissimo, noi all'opposizione". Lo ha dichiarato il segretario di Sinistra ecologia e libertà, Nichi Vendola, uscendo dalla consultazione con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la formazione del nuovo Governo. "Abbiamo espresso il nostro interesse ad essere parte attiva nel processo di riqualificazione degli assetti istituzionali del Paese. E' urgente dare segnali proponendo ad esempio l'immediata abrogazione del porcellum e dei rimborsi elettorali. Ci siamo dichiarati contrari alla formula del governissimo, ad un'allenanza il cui perno sia il rapporto tra Pd e Pdl. Questa non è la soluzione ai problemi drammatici del Paese. Se sarà governissimo per noi sarà il tempo dell'opposizione. Ma la nostra disponibilità a guidicare ogni singolo provvedimento non verrà meno". Alla domanda circa un'eventuale affidamento dell'incarico a Renzi, Vendola ha ribadito il suo "no ad un esecutivo con presenza del Pdl".

Lega Nord: "Noi all'opposizione ma si faccia presto un Governo politico". Il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, uscendo dalla consultazione con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha così ribadito la posizione del partito: "Siamo all'opposizione ma auspichiamo che nasca un governo a guida politica che possa dare risposte alle emergenze del Paese. Non siamo interessati a partecipare, ma chiediamo al nuovo governo che si dia queste tre priorità: creare lavoro, creare ricchezza e trattenere questa ricchezza sui territori, in modo da poter abbassare la pressione fiscale su imprese e famiglie. Non abbiamo fatto nomi, ma abbiamo fatto presente che per noi sarebbe impossibile aderire nel caso in cui l'incarico venisse affidato ad Amato o ad un tecnico come Monti. Tra i nomi che circolano abbiamo sicuramente delle simpatie che però non abbiamo espresso. Chiediamo solo che si faccia presto, entro la fine della settimana incarico, governo e fiducia alle Camere".

Scelta Civica: "Governo stabile per fare riforme". Lo ha dichiarato Andrea Olivero, coordinatore politico di Scelta Civica, lasciando il Quirinale dopo la consultazione con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la formazione del nuovo Governo. "Da parte nostra non sono state poste condizioni in quanto abbiamo perfettamente condiviso le posizioni illustrare ieri dal presidente Napolitano alla Camera. Abbiamo indicato la necessità che questo Governo abbia al suo interno elementi di novità e che, al contempo, continui a perseguire quell'attenzione e quella serietà che hanno caratterizzato il precedente esecutivo. Vogliamo un Governi stabile che duri il tempo necessario per mettere in atto quelle riforme indicate nel lavoro prodotto dai '10 saggi'".

M5S: "Noi unica opposizione, valuteremo i provvedimenti caso per caso". Questa la posizione espressa dai capigruppo del M5S, Roberta Lombardi e Vito Crimi, al termine delle consultazioni con il presidente Giorgio Napolitano. "Siamo l'unica opposizione in questo Paese, ma è con noi un'ampia fetta di cittadinanza che chiede un profondo cambiamento, giustizia ed equità. Noi non saremo contrari per principio ai provvedimenti che il futuro Governo vorrà adottare, ma valuteremo caso per caso come ogni opposizione seria è tenuta a fare. Abbiamo già proposto in passato a Napolitano i nostri 20 punti chiedendogli di affidare a noi il mandato per la formazione di un Governo a 5 stelle, ma abbiamo capito che i partiti politici non accettano nessuna nostra proposta. Abbiamo inoltre detto con schiettezza a Napolitano che, per le modalità della sua elezione, c'è il rischio che possa essere considerato una figura di parte e non più di garanzia per tutti".

Pdl: "Serve un Governo politico forte e duraturo". Lo ha detto il presidente del Pdl, Silvio Berlusconi, al termine dell'incontro con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Abbiamo confermato la nostra posizione, ovvero la necessità che ha il Paese, data la crisi, di un governo forte che possa prendere provvedimenti importanti e che non sia di passaggio ma duraturo e fondato sull'accordo delle forze politiche democratiche in campo".

Pd: "Ci atterremo alle scelte di Napolitano". Questa la linea del Partito Democratico, illustrata dal suo vicesegretario, Enrico Letta, a seguito del colloquio con il presidente della Repubblica. "Abbiamo illustrato a Napolitano le decisioni prese questo pomeriggio dalla Direzione del Pd (mozione votata a maggioranza con 7 contrari e 14 astenuti), dando la massima disponibilità nel concorrere alla nascita di un governo, sulla scia di quanto espresso ieri dallo stesso presidente della Repubbblica. In particolare, la Direzione del Pd ha considerato essenziali questi 2 punti: quello riguardante il problema del lavoro, della disoccupazione giovanile e del far cambiare linea a quell'UE che, in tal senso, non è riuscita ancora a dare risposte sufficienti; e quello della riforma della politica. Riteniamo infatti che senza una riforma della politica non vi sia possibilità di uscita dalla crisi. Ora ci atterremo alle scelte che Napolitano compirà nella giornata di domani".

23 Aprile 2013

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