Il “Governo” nel “Governo”: veDrò il think net fondato da Letta e Alfano
“La nostra – si legge ancora – è una rete di scambio di conoscenza formata da più di 4.000 persone: professori universitari, imprenditori, scienziati, liberi professionisti, politici, artisti, giornalisti, scrittori, registi, esponenti dell’associazionismo".
“I vedroidi (così si definiscono gli aderenti ndr.), oltre che dal dato generazionale sono accomunati dalla disponibilità ad apprendere costantemente, a mettersi in discussione, ad analizzare temi e fenomeni senza barriere ideologiche o tesi precostituite, secondo una chiave interpretativa lungimirante che vada oltre la contingenza dei dibattiti in corso”.
“veDrò – conclude la presentazione – ha fatto dell’informalità la propria cifra e tutti gli eventi organizzati sono costruiti sull’interazione paritaria e de-gerarchizzata, dove l’ibridazione di competenze diverse diventa progetto e dove l’incontro è tra persone, non tra ruoli”.
La kermesse clou di veDrò è la tre giorni agostana che si svolge a Dro in provincia di Trento, che l’hanno scorso si intitolava, senza falsa modestia, “We can be heroes!” e che vede ogni anno la partecipazione di molti big dei vari settori dell’economia, della politica e della cultura italiana.
Insomma una sorta di “club Ambrosetti 2.0” dove, oltre ai due fondatori oggi a capo del Governo, troviamo ben 5 ministri, assolutamente bipartisan, tra gli attivi protagonisti delle idee e del dibattito animato dal think net: Nunzia De Girolamo, Beatrice Lorenzin, Andrea Orlando, Josefa Idem e Filippo Patroni Griffi.
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27 Aprile 2013
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