I nodi da sciogliere per la Corte
Non mancano, infatti, segnali preoccupanti sul fronte della qualità dei servizi garantiti ai cittadini. Sono ancora previsti rilevanti tagli delle risorse destinate al settore mentre, cresciute le compartecipazioni alla spesa, sempre più limitate appaiono le possibilità di ricorrere ad ulteriori entrate straordinarie e limitati sono i margini di flessibilità per tutte le realtà territoriali. Ciò mentre minore efficacia dimostrano i vincoli posti a presidio della copertura dei disavanzi annuali.
La mancata definizione nel corso nel 2012 del nuovo Patto della salute è la rappresentazione di sintesi della difficile fase che ancora attende la sanità nonostante i progressi che si sono compiuti in questi anni sotto diversi profili: l’avvio di un processo di armonizzazione delle normative contabili e l’elaborazione, nell’ultimo esercizio, di prime risposte a temi cruciali nella gestione del sistema (revisione del sistema tariffario….).
Di qui, l’importanza e l’urgenza di potenziare gli strumenti a disposizione delle amministrazioni territoriali, di accelerare gli interventi di riadeguamento delle strutture e di miglioramento dell’appropriatezza delle prestazioni rese ai cittadini e di portare a regime la revisione dei meccanismi che governano il funzionamento del settore. Gli argomenti al centro del dibattito sono molti: potenziare ulteriormente il sistema di monitoraggio dei fattori di spesa così da meglio conciliare la necessità di contenimento dei costi con quello di una effettiva erogazione dei Lea; avviare la definizione dei costi standard e l’individuazione delle regioni di riferimento; verificare l’effettivo operare della recente rimodulazione tariffaria e completare il processo anche per la gestione ospedaliera; accelerare la razionalizzazione della rete ospedaliera e incrementare l'appropriatezza nel ricorso ai ricoveri ospedalieri; ridefinire le regole di governance del settore dell'assistenza farmaceutica e dei dispositivi medici; potenziare l'assistenza ai pazienti anziani e agli altri soggetti non autosufficienti; procedere nel percorso di miglioramento nella qualità dei dati contabili, di struttura e di attività; sottoporre a revisione la normativa che governa i Piani di rientro guardando alla effettività delle misure premiali e sanzionatorie; procedere al completamento degli
interventi già avviati nel primo Piano della salute sul fronte della continuità assistenziale e della promozione della qualità; rivedere le problematiche relative alla mobilità sanitaria interregionale; affrontare il tema del finanziamento degli investimenti (manutenzione straordinaria, costruzione o adeguamento delle strutture edilizie, adeguamento tecnologico).
28 Maggio 2013
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