Tutti i dati sulle polveri sottili: il disastro Italia
A Torino, ad esempio, la presenza di PM10 – ovvero di particelle inquinanti microscopiche, il cui diametro è uguale o inferiore a 10 millesimi di millimetro – con i suoi 46,6 microgrammi per metro cubo (ma alcuni centri arrivano anche a riportare 48,1) è la più alta in assoluto in Europa e quasi 3 volte e mezzo quella della città che ne presenta meno, ovvero Oslo, in Norvegia, dove la concentrazione di PM10 arriva appena a 15,5 microgrammi per metro cubo.
Non molto migliore la situazione di Roma, dove la concentrazione di queste polveri arriva ai 36,5 per metro cubo, che tolta Torino in Europa è seconda solo ai 45,2 microgrammi al metro cubo di Atene.
Nel resto del nostro continente i dati oscillano tra i più bassi della già nominata Oslo e di Stoccolma (13,6), e quelli registrati in Olanda (dove non c’è una città di riferimento per le osservazioni, ma un dato medio, pari a 25,3 microgrammi per metro cubo).
Se non si considerano le due nazioni più inquinate (Italia e Grecia), la media europea è di circa 18 µm al metro cubo, che sale a 26,3 se si considerano tutti i dati disponibili.
Forse ancor più preoccupanti sono i dati che riguardano la presenza di PM2,5, visto che questo particolato fine con diametro inferiore a 2,5 µm (un quarto di centesimo di millimetro), è una polvere toracica, cioè in grado di penetrare profondamente nei polmoni, specialmente quando si respira con la bocca.
Di nuovo, l’Italia è il paese che presenta la maggiore concentrazione in assoluto di queste molecole nell’aria, che a Torino arrivano addirittura a 30-31 microgrammi al metro cubo (a seconda del centro di ricerca in cui viene effettuata la misura). Di nuovo solo Atene si avvicina a questo valore, con il suo 20,4 seguito a ruota dai 19,4 microgrammi al metro cubo di Roma. Valori impensabili nel resto d’Europa, dove tolta l’Olanda che presenta un dato minore ma comunque confrontabile (16,8), i valori oscillano tra gli addirittura 6,6 µm al metro cubo di Stoccolma ai 13,6 di Vorarlberg in Austria.
Di nuovo la media europea considerati anche i paesi più inquinati è decisamente più bassa del dato italiano (15,3 µm al metro cubo), che diminuisce drasticamente se non si considerano Italia e Grecia, scendendo addirittura a 11,3 µm al metro cubo.
Simile la situazione che riguarda il diossido di azoto, prodotto in particolare dai motori diesel e forte irritante delle vie polmonari, già a moderate concentrazioni nell'aria. Di nuovo a Torino il record negativo, con 53-59,8 µm al metro cubo, che arriva ad essere addirittura 10 volte superiore alla concentrazione di diossido di azoto a Umeå in Svezia, che detiene invece il record positivo (5,2 µm al metro cubo). Vicini alla città piemontese ancora una volta solo Atene (38) e Roma (39,1), ma anche Varese (43,8), di cui invece non sono disponibili dati sui particolati PM10 e PM2,5.
Media europea senza Italia e Grecia: 18,5 µm al metro cubo
Media europea con Italia e Grecia: 27,1 µm al metro cubo
10 Luglio 2013
© Riproduzione riservata
I più letti

L'Argentina ufficializza l'uscita dall'Organizzazione mondiale della Sanità

Cervello. Scoperto il meccanismo che ci permette di “vedere” gli oggetti anche quando scompaiono

Borse bloccate e richieste di restituzione: gli specializzandi in farmacia ospedaliera nel limbo normativo

Nasce il Corpo unico della Sanità militare. Ma la riforma ha un difetto: nessuno sa quanto costa

Triennio Ecm 26-28, dalla Commissione nove delibere su bonus, esoneri e formazione per i pensionati

Medici di famiglia. La rivoluzione di Forza Italia: 38 ore settimanali e nuovo ruolo nelle Case della Comunità

Va in pensione con 100 giorni di ferie non godute: indennizzo da 60mila euro al medico

L'Argentina ufficializza l'uscita dall'Organizzazione mondiale della Sanità

Cervello. Scoperto il meccanismo che ci permette di “vedere” gli oggetti anche quando scompaiono

Il caso del cuore danneggiato trapiantato a un bambino a Napoli, facciamo il punto