Come riconoscere e gestire l’apnea notturna
Da questo punto di vista si può stare tranquilli: l’apnea si interromperà sempre perché i meccanismi auto-matici dell’organismo permettono di riprendere la respirazione che solitamente produce un brusco rumore di sblocco che cattura l’attenzione. In questo caso, senza allarmismi in quanto le apnee sono patologie che probabilmente datano già da mesi o anni, bisogna chiedere aiuto in un Centro che sia in grado di gestire questa patologia.
A chi bisogna rivolgersi e quali sono gli specialisti coinvolti nella gestione della SAS?
La patologia è multidisciplinare: neurologi, pneumologi e otorinolaringoiatri sono perfettamente in grado di gestire la patologia. La diagnosi richiede sempre un esame strumentale semplice che controlla la respirazione del paziente durante il sonno. Esiste una rete di Centri del sonno, e in particolare ne esiste una di tipo multidisciplinare, la rete dell’Associazione Italiana di Medicina del Sonno, i cui Centri sono elencati nella mappa del sito dell’AIMS (www.sonnomed.it). Anche i Centri Pneumologici sono tutti censiti dall’Associa-zione Italiana degli Pneumologi Ospedalieri (AIPO) (www.aiponet.it) e gli stessi otorinolaringoiatri sono in grado di fare la valutazione iniziale delle persone che hanno questo tipo di problemi.
L’approccio è multidisciplinare perché è multidisciplinare il trattamento:
• quello più efficace è l’utilizzo della CPAP (continuous positive airway pressure), una mascherina con-nessa con un sistema che manda una pressione positiva nelle vie aeree, impedendone il collasso
• nelle forme meno gravi funzionano molto bene i dispositivi ortodontici che aiutano a collocare la mandibola in una posizione più anteriore, aumentando lo spazio delle vie aeree
• ci sono poi casi trattabili chirurgicamente, soprattutto se c’è un grosso ingombro delle strutture farin-gee, tonsillari e del palato
• infine abbiamo a disposizione anche terapie posturali per le persone che presentano il problema solo quando sono supine. In questi casi infatti esistono dei dispositivi elettronici che insegnano ad abbandonare questa posizione. Se il paziente si addormenta a pancia in su questi dispositivi inviano degli stimoli che inizialmente vengono riconosciuti durante il risveglio, ma poi col tempo e in maniera subliminale inducono il dormiente in posizione supina a spostarsi sul fianco, prevenendo così le apnee.
Il trattamento quindi prevede un ventaglio di possibilità, che devono essere scelte in maniera accurata per ogni singolo paziente da professionisti esperti di questa materia.
13 Luglio 2013
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

Malattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapia

Anziani non autosufficienti. Pronto il Piano nazionale 2025-2027: focus su domiciliarità, Pua, Leps e presa in carico integrata

“Il Ssn è governato come una fabbrica di prestazioni. E ogni giorno 10 professionisti lo abbandonano prima della pensione”. L'Anaao Assomed lancia tre proposte per riformare la sanità: “È ora di cambiare modello o crollerà”

Case di Comunità. Per i medici di famiglia un compenso di 38,72 euro l’ora con turni di almeno 3 ore continuative. Arriva la firma sul contratto tra la Sisac e i sindacati Fimmg e Fmt. No di Smi e Snami

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

Malattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapia

Rette RSA e Alzheimer: la giurisprudenza svolta. Per la prima volta un Tribunale condanna direttamente anche una Regione

Medico di famiglia. Anatomia di un fallimento

Enpam. Scontro M5S-Giorgetti sulle pensioni dei medici. Castellone: “Investimenti a rischio, c'è un'inchiesta della procura di Milano”