Sicurezza alimentare. Siti: “Perché Toscana e Liguria hanno chiuso i Sian?”

Sicurezza alimentare. Siti: “Perché Toscana e Liguria hanno chiuso i Sian?”

Sicurezza alimentare. Siti: “Perché Toscana e Liguria hanno chiuso i Sian?”
L'Italia resta in vetta per i controlli alimentari nella UE. Ma recentremente, in nome della spending review, le due regioni hanno chiuso i servizi di igiene degli alimenti e della nutrizione. “Sarà un destino cinico e baro, ma l’episodio del pesto al botulino riguarda proprio una delle due realtà".

Il recente allarme per “botulismo” in pesto artigianale genovese, rientrato a seguito dei controlli predisposti dalle Autorità competenti, ha riproposto al Paese il tema della sicurezza alimentare a tutela della salute della popolazione e delle imprese alimentari stesse; e dell’importanza che si metta in moto subito la macchina dei controlli ogni qual volta ci sia il sospetto di rischi per la salute. L’episodio nasce dalla rilevazione da parte della ditta produttrice di Genova-Prà, nell’ambito del proprio piano di autocontrollo, della presenza di spore di Clostridium botulinum di per sé non patogene ma in grado, in particolari condizioni (assenza di ossigeno, pH superiore a 4,6 ecc) di produrre la tossina botulinica, un veleno molto potente che può anche causare la morte di chi lo ingerisce.
 
Ne consegue che, come previsto dai Regolamenti UE, la ditta ha correttamente ed immediatamente disposto il ritiro del prodotto in commercio, mentre sono stati effettuati gli accertamenti da parte delle Asl per valutare l'estensione dell'allerta sul territorio nazionale. Non potendo escludere la possibilità che alcuni vasetti fossero già stati acquistati, a scopo cautelativo, i consumatori sono stati avvertiti tramite i media affinché non consumassero il prodotto e lo restituissero al punto di acquisto. Sulle merci ritirate sono stati disposti ulteriori controlli per valutare l'effettivo rischio sanitario, i risultati sinora disponibili a cura dell’Istituto superiore di Sanità sembrano escludere un effettivo rischio, stante l’esito negativo della ricerca della tossina del Clostridium botulinum ed anche del microorganismo.
 
L’attività di controllo ufficiale che vede protagonisti i Servizi di Igiene Alimenti e Nutrizione ed i Servizi Veterinari dei Dipartimenti di Prevenzione, con oltre 1 milione di interventi di controllo/anno che interessano quasi 500.000 di imprese alimentari, prevede un sostanziale contributo al Sistema di allerta rapido comunitario “Rapid Alert Sistem Food and Feed” (Rasff). Nel Rapporto Rasff 2011 l’Italia si conferma primo fra i Paesi UE con oltre 550 segnalazioni/anno ed al 7° posto fra quelli i cui prodotti sono stati oggetto di notifica (4° fra i paesi comunitari dopo Germania, Spagna e Francia).
 
"Con tutto questo vi sono Regioni come la Liguria e la Toscana che, male interpretando lo spirito della spending rewiew, hanno incautamente soppresso i Servizi di Igiene degli Alimenti e Nutrizione (Sian), realizzando un risparmio trascurabile o addirittura nullo ma creando le condizioni affinché vengano meno indispensabili servizi a tutela della salute collettiva, dell’interesse dei consumatori e delle stesse imprese alimentari che rischiano di essere messe in ginocchio da possibili 'crisi' alimentari specie se mal gestite", ha commentato Siti".
 
"Non va, infatti, dimenticato che la fiducia dei consumatori nazionali ed internazionali nel sistema agroalimentare italiano, anche sul piano della valutazione e comunicazione del rischio, passa anche attraverso la credibilità delle istituzioni preposte al controllo del settore – ha concluso –  Sarà un destino cinico e baro, ma l’episodio del pesto al botulino riguarda una Regione che ha eliminato questi servizi”. 

02 Agosto 2013

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