Def 2013. Moirano (Agenas): “No a tagli lineari ma serve una riorganizzazione del sistema”

Def 2013. Moirano (Agenas): “No a tagli lineari ma serve una riorganizzazione del sistema”

Def 2013. Moirano (Agenas): “No a tagli lineari ma serve una riorganizzazione del sistema”
"Il nostro Ssn paga il doppio delle chirurgie e il triplo dei laboratori di analisi che ci servono". "Per non parlare dei punti nascita, con la sostanziale inapplicazione delle norme che prevedono la chiusura di quelli con meno di 500 parti l'anno". "Non possiamo far finta di nulla, gli sprechi ci sono ancora, eccome"

"No a nuovi eventuali tagli lineari non più sopportabili dal sistema, ma è giunta l'ora di cambiamenti per discontinuità che vadano a toccare tutti gli sperperi tutt'ora presenti, in modo da generare risparmi da poter reinvestire all'interno del settore e delle stesse Regioni". Così il direttore Agenas, Fulvio Moirano, ha commentato a Quotidiano Sanità la nota aggiuntiva del Def 2013.

"La questione tocca anche i Lea, argomento sul quale è in corso una lunga discussione tra 'lista positiva' e 'lista negativa'. Qualcosa su quest'ultima, cioè su alcune spese non appropriate, è stato fatto – ha detto – Su molte attività mediche che oggi vengono effettuate a carico del Ssn, dobbiamo dire che non vi sono evidenze scientifiche che mostrino chiaramente la loro effettiva 'necessità'. La 'selettività' citata nel testo della nota aggiuntiva al Def mi auguro che possa esser letta in quest'ottica, ossia che la parte pubblica si faccia carico di ciò che realmente serve ai cittadini".

"Ricordiamoci che c'è il grande problema del debito pubblico che ci mette in condizioni di obiettiva difficoltà rispetto ad altri Paesi europei per quanto riguarda il finanziamento della sanità – ha proseguito Moirano – In questi ultimi anni c'è stata una forte contrazione della spesa, non si può andare ulteriormente ad attaccare il finanziamento del Ssn, però ci sono ancora degli spazi di manovra enormi per una riorganizzazione e copertura dei bisogni emergenti. La riorganizzazione delle reti di emergenza ospedaliera e soprattutto territoriale, ad esempio, deve ricevere una forte spinta".

"Se il nostro Ssn paga il doppio delle chirurgie che ci servono o il triplo dei laboratori analisi che ci servono, per non parlare dei punti nascita – nonostante la presenza di una norma che imponga la chiusura delle strutture con meno di 500 parti l'anno – non possiamo far finta di nulla. Dobbiamo agire su questi sprechi", ha concluso il direttore Agenas.
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

27 Settembre 2013

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