Lorenzin e Quagliariello: “Ci dimettiamo ma non ci uniremo a Forza Italia”

Lorenzin e Quagliariello: “Ci dimettiamo ma non ci uniremo a Forza Italia”

Lorenzin e Quagliariello: “Ci dimettiamo ma non ci uniremo a Forza Italia”
Sono pronti a lasciare gli incarichi da ministri della Salute e delle Riforme. Manifestano anche vicinanza a Silvio Berlusconi. Ma Beatrice Lorenzin e Gaetano Quagliarello esprimono dissenso per l’attuale linea del Partito e annunciano che non aderiranno a Forza Italia.

“Accetto senza indugio la richiesta di dimissioni” e “continuerò ad esprimere le mie idee e i miei principi nel campo del centrodestra, ma non in questa Forza Italia”. Le parole dell’ormai ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, fanno eco a quelle dell’ormai ex ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, che da Piacenza ha annunciato che “tornato a Roma darò le dimissioni” ma “non credo che non aderirò alla nuova Forza Italia perché il partito è geneticamente modificato".
 
"La sinistra – ha affermato Quagliarello intervistato da Stefano Folli nel corso del Festival del Diritto – ha sbagliato ad avere trattato la vicenda di Berlusconi come una vicenda esclusivamente politica. Questo è il suo errore: non trattare Berlusconi come tutti gli altri senatori, quando c’erano legittimi sospetti sulla normativa applicata", ma "non si può compiere una scelta come le dimissioni senza dibattito interno e sulla spinta di una sola componente. Se Forza Italia è questa, allo non vi aderirò”.

Per Lorenzin “Berlusconi è un perseguitato e il suo dramma personale è diventato il dramma di tutti noi, di un intero partito, dell'Italia. Comprendo fino in fondo il suo stato d'animo, ma non giustifico né condivido la linea di chi lo consiglia in queste ore. Tentano di distruggere tutto quello che Berlusconi ha costruito e rappresentato per milioni di italiani”. “Questa nuova Forza Italia – ha proseguito il ministro della salute – sta dimostrando d'essere molto diversa da quella del '94. Manca di quei valori e di quel sogno che ci ha portati sin qui. Ci spinge verso una destra radicale in cui non mi riconosco, chiude ai moderati e li mette fuori senza alcuna riflessione culturale, segnandoli come traditori. Esprimo il mio dissenso. Io scelgo il bene degli italiani e del nostro Paese, convinta ancor più di ieri che i moderati di tutti gli schieramenti sapranno ritrovarsi nel campo del centrodestra”.
 

29 Settembre 2013

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