Chirurgia estetica. Acipe a Lorenzin: “Troppo contenzioso medico-legale. Il settore rischia di scomparire”

Chirurgia estetica. Acipe a Lorenzin: “Troppo contenzioso medico-legale. Il settore rischia di scomparire”

Chirurgia estetica. Acipe a Lorenzin: “Troppo contenzioso medico-legale. Il settore rischia di scomparire”
L'allarme lanciato dall'Associazione di chirurgia plastica estetica è contenuto in una lettera indirizzata al ministro della Salute. Per il presidente Botti "tra assicurazione obbligatoria e cause ingiustificate è in bilico il futuro di un settore oggi tra i migliori al mondo".

Un settore d'eccellenza ammirato nel mondo per le idee innovative e per l'alto livello, che potrebbe scomparire o ridursi drasticamente, creando un vuoto difficilmente colmabile, anche dal punto di vista economico, nel nostro Paese. È lo scenario che si prospetta per la chirurgia plastica in Italia, che rischia di ridursi sia a livello qualitativo che quantitativo, costringendo i più bravi ad andare all'estero. La situazione è sempre più critica, tanto che il presidente dell'Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), Giovanni Botti, ha deciso di rivolgersi direttamente al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, con una lettera in cui delinea un quadro a tinte fosche.

"La chirurgia plastica è sempre stata considerata un fiore all'occhiello della medicina italiana – esordisce Botti nella missiva – Questa specialità è oggi in grave sofferenza, così come le migliaia di posti di lavoro dell'indotto (infermieri, anestesisti, ospedali, cliniche, industria sanitaria, ecc.) connessi con la nostra attività, a causa dell'impossibilità di sostenerne i costi di gestione. All'intricatissima giungla burocratica, che si frappone fra l'entusiasmo di esercitare la nostra affascinante professione e la sua attuazione pratica, negli ultimi anni si è aggiunto il costo dell'assicurazione professionale, arrivato ormai a livelli intollerabili. Si è instaurato un circolo vizioso che può essere interrotto solo da un'azione del Governo".

I problemi principali che riguardano il settore della chirurgia plastica sono, in primo luogo, il contenzioso medico-legale, che – scrive Botti – "è cresciuto enormemente per colpa della crisi economica e per l'aumento delle cause temerarie"; in secondo luogo, le assicurazioni, che "per evitare le costosissime lungaggini della Giustizia, tendono ad arrivare in tempi rapidi a una transazione economica, spesso senza neppure considerare se le richieste di indennizzo siano davvero motivate".

Si innesca così uncircolo vizioso, che porta al notevole aumento dei procedimenti risarcitori a carico dei chirurghi, spesso senza una reale ragione, accordi forfettari con le assicurazione che, di conseguenza, si ritirano dal rischio sanitario non trovandolo conveniente, oppure propongono coperture a cifre irraggiungibili. "Oggi una polizza assicurativa seria, che garantisca il chirurgo e il paziente costa intorno ai 18-20mila euro l'anno, cifra difficilmente sopportabile per un chirurgo affermato ed intollerabile per un chirurgo giovane, all'inizio della carriera", spiega Botti.

Aicpe chiede quindi un'azione forte da parte del Governo che dovrebbe agire anzitutto intervenendo sui "furbetti" che provano a far causa senza un reale motivo: "Pur sostenendo con ogni mezzo le domande di risarcimento di chi ha veramente subìto dei danni, riteniamo necessario mettere un argine ai contenziosi ingiustificati, che possono diminuire solo se il ricorrente sarà consapevole di poter subire pesanti contromisure nel caso si dimostri la pretestuosità della richiesta di indennizzo", aggiunge il presidente di Aicpe. L'assenza di misure legislative in questo senso sta provocando un'invasione di chirurghi stranieri con una strategia "mordi e fuggi" e favorendo il turismo chirurgico dei pazienti che scelgono sempre più spesso di andare a farsi operare all'estero; in ogni caso con una grave perdita di capitali per l'Italia.

"Vogliamo portare il Governo a conoscenza di questa grave situazione e stimolarlo a legiferare, in special modo – conclude Botti – sulle problematiche medico-legali ed assicurative che affliggono oggi, non solo la nostra, ma tutte le specialità medico-chirurgiche italiane". 

12 Ottobre 2013

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