Federspecializzandi. Alicino confermato presidente. “Serve nuova programmazione economica”

Federspecializzandi. Alicino confermato presidente. “Serve nuova programmazione economica”

Federspecializzandi. Alicino confermato presidente. “Serve nuova programmazione economica”
La conferma è arrivata "poichè in questa fase è necessario lavorare all'insegna della continuità". Alle istituzioni chiederemo di "rivedere i finanziamenti per i nuovi contratti di specializzazione, largamente insuffiecienti". E verranno chiesti interventi "anche sugli ordinamenti, poichè manca omogeneità".

Cristiano Alicino è stato confermato presidente nazionale di Federspecializzandi. Ricoprirà così la carica anche per l’anno sociale 2013-2014. All’assemblea confederale ordinaria hanno preso parte i 35 delegati delle associazioni confederate. Per quanto riguarda gli altri incarichi, il nuovo Vicepresidente Vicario é il Dott. Rafi El Mazloum (Scuola di Specializzazione in Medicina Legale, Università degli Studi di Padova); il nuovo Vicepresidente è il Dott. Antonio Renna (Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, Università degli Studi di Udine); il nuovo Segretario Generale è il Dott. Jacopo Testa (Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive, Università degli Studi di Pavia – Sede Federata di Varese); il nuovo Tesoriere è la Dott.ssa Maria Pantusa (Scuola di Specializzazione in Neurologia, Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro).

“Da quando esiste Federspecializzandi è la prima volta che il presidente viene riconfermato – ha sottolineato Alicino – Questa scelta equivale a una garanzia di continuità con il lavoro svolto sino a questo momento. Stiamo infatti attraversando una fase politica molto particolare e delicata in cui è indispensabile una solida e accurata interlocuzione con i soggetti istituzionali”.

A livello operativo “continueremo a batterci – ha assicurato – affinché venga rimpolpato in maniera consistente il finanziamento per i nuovi contratti di specializzazione, che allo stato attuale è largamente insufficiente. Si rischia di aggravare ulteriormente la già drammatica frattura generazionale, con migliaia di laureati in medicina che potrebbero restare a piedi”.

Per Alicino “la gravità della crisi è sotto gli occhi di tutti, ma in questi anni è mancata una programmazione economica efficace”. Per quanto concerne i percorsi formativi, è sempre più urgente “individuare strumenti che innalzino il livello qualitativo, attualmente non soddisfacente. Si registra inoltre una dannosa eterogeneità territoriale, che impone una profonda revisione degli ordinamenti sulla base delle profonde trasformazioni che stanno attraversando la professione medica”.

Secondo il riconfermato presidente, gli ordinamenti “sono ancora troppo generici e la discussione di una tesi al termine del percorso non consente di misurare adeguatamente la reale preparazione e le effettive competenze degli specializzandi. Sarebbe invece opportuno – suggerisce – introdurre un esame finale più consistente, strutturato su scala nazionale o ancora meglio a livello europeo”. 

28 Ottobre 2013

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