Mammografia più efficace nella prima settimana del ciclo

Mammografia più efficace nella prima settimana del ciclo

Mammografia più efficace nella prima settimana del ciclo
Uno studio pubblicato su Radiology mostra che l’esame mammografico, eseguito in un contesto di screening, è più sensibile durante la fase follicolare del ciclo mestruale.

Per le donne che vogliano sottoporsi regolarmente allo screening mammografico, è meglio trovare il modo di effettuare la mammografia di screening durante la prima settimana del ciclo mestruale. La sensibilità dell’esame, infatti, è più alta in quel periodo.


È questo il risultato di uno studio pubblicato su Radiology che potrebbe avere un impatto notevole nell’organizzazione dei programmi di screening.
Lo studio, condotto da un nutrito gruppo di ricercatori americani e finanziato dai National Institutes of Health, ha esaminato i risultati delle mammografie di quasi 400 mila donne (quasi 1300 avevano sviluppato un tumore al seno) ordinandole secondo la settimana del ciclo mestruale in cui la donna aveva effettuato l’esame.Per il 66.6 per cento delle donne che si sottoponevano regolarmente alla mammografia di screening (l’avevano ciò effettuate nei precedenti due anni) la sensibilità dell’esame era prossima all’80 per cento durante la prima settimana per calare progressivamente nelle settimane successive: 70,3 per cento nella seconda settimana, 67,4 per cento nella terza, 73 per cento nella quarta.
Come dimostrano i dati, “le donne non ancora in menopausa che si sottopongono regolarmente allo screening possono trarre molti benefici se programmano l’esame durante la prima settimana del ciclo mestruale”, ha affermato Diana Miglioretti, coautrice dello studio.
Secondo i ricercatori, a determinare i risultati sono i cambiamenti della struttura della mammella nelle diverse fasi del ciclo: in particolare durante la fase follicolare il seno è meno denso e ingrossato e ciò rende più agevole il riconoscimento di eventuali lesioni.
Nessuna variazione di rilievo, invece, per quanto concerne la specificità dell’esame.
I ricercatori hanno inoltre riscontrato che la mammografia è più sensibile nella prima settimana del ciclo soltanto in donne che si sottopongono allo screening regolarmente.
Un risultato “sorprendente”, ha affermato Miglioretti. Ma ampiamente spiegabile. Nelle donne che si sottopongono con regolarità all’esame i tumori vengono individuati molto precocemente. Essendo più piccoli ci sono maggiori probabilità che sfuggano alla vista del radiologo. Soprattutto in particolari condizioni della mammella.
"I tumori più grandi possono essere facilmente visti anche nelle settimane successive del ciclo”, ha concluso la ricercatrice.
Lo studio evidenzia, infine, un altro aspetto: i risultati non valgono per le mammografie cliniche, eseguite cioè in presenza di sintomi. 

07 Dicembre 2010

© Riproduzione riservata

Malattie infettive. “Servono nuovi laboratori di riferimento UE per contrastarle”. Le raccomandazioni dell’Ecdc  
Malattie infettive. “Servono nuovi laboratori di riferimento UE per contrastarle”. Le raccomandazioni dell’Ecdc  

Istituire quattro nuovi laboratori specializzati di riferimento dell’Ue(EURL) per rafforzare la capacità diagnostica e contribuire a garantire dati di alta qualità e comparabili tra i paesi dell’UE/SEE per alcune delle...

Apnee notturne, l’altitudine ne aumenta il rischio
Apnee notturne, l’altitudine ne aumenta il rischio

Un laboratorio a cielo aperto per capire come il corpo umano reagisca alla carenza di ossigeno, e in particolare come dormiamo quando l’aria è rarefatta. È quello realizzato a 5.000...

Ancora in calo le infezioni respiratorie. Incidenza a 8,6 casi per mille con 472mila nuovi casi nell’ultima settimana
Ancora in calo le infezioni respiratorie. Incidenza a 8,6 casi per mille con 472mila nuovi casi nell’ultima settimana

Prosegue la discesa delle infezioni respiratorie acute in Italia. Nella settimana dal 9 al 15 febbraio l’incidenza totale nella comunità si è attestata a 8,6 casi per 1.000 assistiti, in...

Vaccini antinfluenzali di nuova generazione. “Potrebbero salvare milioni di vite”. La valutazione dell’Oms
Vaccini antinfluenzali di nuova generazione. “Potrebbero salvare milioni di vite”. La valutazione dell’Oms

Se tra il 2025 e il 2050 fossero disponibili e ampiamente utilizzati vaccini antinfluenzali migliorati, di nuova generazione o universali, si potrebbero prevenire fino a 18 miliardi di casi di...