Lazio. Caos San Camillo. Il 7 febbraio sit in di protesta di medici e infermieri

Lazio. Caos San Camillo. Il 7 febbraio sit in di protesta di medici e infermieri

Lazio. Caos San Camillo. Il 7 febbraio sit in di protesta di medici e infermieri
Nonostante le denunce dei sindacati delle scorse settimane proseguono i disagi degli operatori dell’ospedale capitolino. Anaao e Nursind: “La Regione deve intervenire: la crisi dell’ospedale è così diffusa e avanzata che può essere risolta solo con interventi strutturali forti e razionali”.

Dopo le ammissioni della Direzione anche i Direttori di Dipartimento segnalano gravi rischi. I sindacati di medici e infermieri chiedono l’intervento della Regione e per manifestare il proprio disagio hanno organizzato per il 7 febbraio 2014 dalle ore 9 alle ore 13 un sit in presso l’Ospedale San Camillo, ingresso Gianicolense.
 
 
Segnali sempre più preoccupanti dal San Camillo Forlanini. Dopo l’intervento dei sindacati Nursind e Anaao che hanno denunciato la gravissima situazione del Pronto Soccorso e dopo l’ammissione da parte della Direzione aziendale di “….uno stabile e grave sovraffollamento del pronto soccorso che compromette in modo significativo la qualità e la sicurezza dell’assistenza..” un’altra voce molto autorevole conferma che gravi criticità sono presenti in molti reparti e l’ospedale è in ginocchio.
 
“I Direttori di tre importanti dipartimenti – si legge in una nota congiunta Anaao e Nursind – , medicina, medicina specialistica e trapianti d’organo, con una nota congiunta segnalano nei reparti di loro competenza ..una situazione di grave criticità che compromette l’assistenza ai pazienti con potenziale rischio per i pazienti stessi e per gli operatori sanitari..’”
 
“E tutto ciò – prosegue – si verifica mentre sono privi di efficacia i provvedimenti presi per arginare il sovraffollamento del Pronto soccorso ove sono stabilmente presenti circa 90 persone. Inoltre  nei corridoi dei reparti sono allestiti posti letto in soprannumero e la penalizzazione delle attività chirurgiche e dei ricoveri programmati costringe sempre di più i cittadini a rivolgersi al privato. E per l’attività assistenziale istituzionale non si vedono interventi in deroga al blocco del turnover se non il ricorso al precariato, vietato dalle norme”.
 
“La Regione  – specificano i sindacati – deve intervenire: la crisi dell’ospedale è così diffusa e avanzata che può essere risolta solo con interventi strutturali forti e razionali. Gli infermieri di Nursind e i medici dell’Anaao-Assomed uniti chiedono un incisivo intervento della Regione a sostegno di una sanità pubblica che consenta a tutti l’accesso alle cure garantendo anche la sicurezza e la dignità dei cittadini e degli operatori”.

05 Febbraio 2014

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