Privacy: minorenni libere di prendere contraccettivi all’insaputa dei genitori

Privacy: minorenni libere di prendere contraccettivi all’insaputa dei genitori

Privacy: minorenni libere di prendere contraccettivi all’insaputa dei genitori
Un genitore non può accedere alla documentazione sanitaria della figlia minorenne che si rivolga, a sua insaputa, ad un consultorio per farsi prescrivere farmaci contraccettivi. Lo stabilisce il Garante della Privacy, spiegando che in questo ambito alla minore  “va riconosciuta una sfera di riservatezza tale da garantire effettivamente la sua libertà di autodeterminazione”.

Un genitore trova  nella camera della figlia sedicenne una confezione di un farmaco contraccettivo già utilizzato. Chiede allora all'azienda sanitaria di zona di accedere ai documenti sanitari più recenti della minore per assicurarsi, a suo dire, che il farmaco fosse stato prescritto da personale medico. Una richiesta a cui la Asl deve però dire no, perché come affermato dal Garante privacy in un parere reso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, la privacy e il diritto di autodeterminazione vanno tutelati anche se si tratta di una minorenne che si è rivolta al Consultorio di nascosto  
Nel suo parere infatti, l'Autorità ha condiviso quanto affermato dalla Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi, secondo la quale, in base alla legge 194/78, i minori possono rivolgersi alle aziende ospedaliere e ai consultori senza che i genitori ne siano informati. Obiettivo della norma è infatti quello di garantire l'anonimato dei minorenni che non vogliano o non possano mettere al corrente i propri genitori. Ma, soprattutto, spiega il Garante, lo scopo è quello di evitare che le minori possano rivolgersi clandestinamente a soggetti privi della necessaria affidabilità, serietà e professionalità invece che a  strutture sanitarie autorizzate, in grado di assicurare le necessarie garanzie.

17 Dicembre 2010

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