Decreto Irpef. Ultime verifiche di Napolitano con Padoan. Poi la firma. Ed Errani si oppone al taglio di 700 mln ai beni e servizi: “E’ sproporzionato”

Decreto Irpef. Ultime verifiche di Napolitano con Padoan. Poi la firma. Ed Errani si oppone al taglio di 700 mln ai beni e servizi: “E’ sproporzionato”

Decreto Irpef. Ultime verifiche di Napolitano con Padoan. Poi la firma. Ed Errani si oppone al taglio di 700 mln ai beni e servizi: “E’ sproporzionato”
Convocazione inaspettata al Quirinale per il ministro dell’Economia. Dopo l'incontro la firma del decreto da parte del Capo dello Stato. Il testo in pubblicazione sulla Gazzetta. Per il presidente delle Regioni, invece, il taglio ai beni e servizi in parti uguali con lo Stato è sproporzionato. Anche Caldoro dello stesso avviso.

Come nello stile del Quirinale, il comunicato è laconico: “Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il Prof. Pier Carlo Padoan, Ministro dell'Economia e delle Finanze”. Ma non serve molta fantasia per capire che al centro del colloquio c’è stato il decreto Irpef approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri e a tutt'oggi non pubblicato in Gazzetta visto che Napolitano non l’aveva ancora firmato. Il chiarimento con Padoan deve essere stato fruttuoso visto che nel pomeriggio Napolitano ha apposto la sua firma sul decreto che ora potrà essere finalmente stampato in Gazzetta.

Nel frattempo la conferenza dei presidenti delle Regioni si è riunita in mattinata per esaminare anch’essa il provvedimento e per Vasco Errani: "La proposta di taglio di 700 milioni di euro alle regioni va rivista perché non è equilibrata rispetto al 'peso' che lo stesso taglio ha per il comparto statale. Da una parte è positivo che non ci siano tagli alla sanità, ma dall'altra parte vogliamo avviare subito un lavoro col governo finalizzato alla piena applicazione dei costi standard. E' la strada che permetterebbe di garantire il salto di qualità all'intero sistema".
 
Dello stesso avviso il presidente della Campania Stefano Caldoro per il quale "in merito alla riduzione delle spese, dal testo del decreto si evince una divisione in parti uguali: un terzo allo Stato, un terzo alle Regioni e un terzo agli Enti locali. Però, se guardiamo la spesa, le Regioni hanno un piccola parte rispetto agli Enti locali e allo Stato. Questa non mi sembra una misura equilibrata".
"Se ci sono delle modifiche ragionevoli al testo", ha aggiunto Caldoro, " le abbiamo sempre proposte con spirito di collaborazione, per il resto è compito nostro accettare il momento difficile del paese e fare i sacrifici necessari che non pesino sui cittadini, né sulla sanità , né sui trasporti". 

24 Aprile 2014

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