Dolore cronico. Al via domani a Vicenza progetto formativo rivolto ai medici di medicina generale

Dolore cronico. Al via domani a Vicenza progetto formativo rivolto ai medici di medicina generale

Dolore cronico. Al via domani a Vicenza progetto formativo rivolto ai medici di medicina generale
Formare sulla corretta diagnosi e l’approccio terapeutico–farmacologico più opportuno, fare il punto sul ruolo dei distretti sanitari e promuovere la sinergia con altri operatori coinvolti nella gestione della malattia “dolore”. Questi gli obiettivi di "Dica 38", l’importante iniziativa formativa patrocinata da Fimmg, Card e Snami, con il contributo non condizionato di Mundipharma.

“Dica 38: dolore cronico e tutela dell’appropriatezza terapeutica”, questo il titolo del corso rivolto ai medici di medicina generale, che si terrà domani, sabato 24 maggio, a partire dalle ore 9.30, a Vicenza, presso l’Hotel Da Porto. Il corso inaugura un ciclo di 13 incontri regionali, organizzati su tutto il territorio nazionale, con il patrocinio della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), della Confederazione associazioni regionali di distretto (Card) e del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Ssnami) e con un contributo non condizionato di Mundipharma. Obiettivo dell’iniziativa è quello di creare dei percorsi didattici, volti a informare e formare i medici di famiglia sul corretto iter diagnostico-terapeutico nell’ambito del trattamento antalgico, promuovere una sinergia con altri attori coinvolti nella gestione del dolore cronico, quali gli algologi, e aggiornare sul ruolo svolto dai distretti sanitari.
 
Sono 15 milioni gli italiani con dolore cronico, oncologico e non, una condizione di sofferenza che si protrae per mesi e addirittura anni. La Legge 38 del 2010, che ha sancito il diritto a non soffrire, puntando a garantire a tutti i cittadini un equo accesso a un’assistenza qualificata e un approccio terapeutico appropriato, individua nel medico di medicina generale il primo referente per i cittadini che soffrono e la figura cardine per garantire un’adeguata continuità assistenziale ospedale-territorio. Continuità che, dal punto di vista amministrativo e organizzativo, è sotto la responsabilità dei distretti sanitari, a cui spetta sia il ruolo di governance e coordinamento del sistema delle cure primarie, sia di controllo dell’appropriatezza prescrittiva.
 
“Come si evince dal titolo del corso, ‘Dica 38’, l’evento formativo di Vicenza, così come l’intero progetto a livello nazionale, si ispira alla Legge 38 del 2010, la normativa che ha incentivato in Italia la formazione delle reti per il dolore e per le cure palliative”, ha dichiarato Giordano Parise, Direttore del distretto sanitario est dell’Ussl 6 di Vicenza e uno degli organizzatori del corso in programma domani. “Nonostante il dolore cronico sia da considerarsi una malattia vera e propria, è ancora spesso un aspetto sottodiagnosticato e sottotrattato – ha proseguito -. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di formare i medici di medicina generale per un migliore inquadramento diagnostico della problematica e una maggiore appropriatezza prescrittiva, ma, al tempo stesso, punta a creare una sinergia tra le varie figure sanitarie (medico di famiglia, terapisti del dolore e direttore di distretto) che a vario titolo sono coinvolte nella gestione del dolore cronico. In particolare, per quanto riguarda i distretti sanitari, la Legge 38 prevede un ruolo di controllo dell’appropriatezza prescrittiva: essi devono assumere nei confronti dei medici di famiglia una funzione di guida nell’adottare percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) adeguati”.
 
Ed è proprio sul fronte dell’appropriatezza delle cure che emergono le maggiori criticità nel nostro Paese. Nonostante, infatti, le Linee Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità individuino negli oppioidi i farmaci di elezione per il trattamento del dolore cronico d’intensità moderata-severa e la Legge 38 ne abbia semplificato la prescrizione, il loro impiego è ancora limitato. Rimane invece elevato il ricorso ai medicinali antinfiammatori non steroidei (FANS), con i rischi ad essi associati, al punto che l’Italia figura tra i primi Paesi in Europa per il consumo di questa categoria di farmaci.
 
“L’obiettivo del progetto ‘Dica 38’ è quello di intraprendere un percorso di appropriatezza nel trattamento e nel controllo del dolore cronico”, ha sostenuto Attilio Terrevoli, Direttore dell’Unità di terapia del dolore e cure palliative dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza e organizzatore del corso. “È necessario diffondere un’adeguata cultura sui farmaci oppiacei e creare la consapevolezza che, oggettivamente, l’abuso dei FANS è molto più dannoso, ha maggiori effetti collaterali rispetto al corretto utilizzo degli oppioidi, così come evidenziato anche dalla recente nota 66 dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Nonostante la Legge 38 abbia finalmente rimosso gli ostacoli burocratici che rendevano difficoltosa la prescrizione da parte della classe medica di questa categoria di farmaci – ha concluso – rimane ancora molta strada da fare per allineare l’Italia agli altri Paesi d’Europa, per quanto concerne il loro consumo procapite”.

23 Maggio 2014

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