Emilia Romagna. Latte contaminato: 4 arresti e 2400 forme di Parmigiano Reggiano sequestrate

Emilia Romagna. Latte contaminato: 4 arresti e 2400 forme di Parmigiano Reggiano sequestrate

Emilia Romagna. Latte contaminato: 4 arresti e 2400 forme di Parmigiano Reggiano sequestrate
I carabinieri del Nas hanno sventato un giro di falsificazioni di analisi. Si nascondeva la presenza di aflatossina, sostanza parzialmente cancerogena per l'uomo. In tutto sono 63 gli indagati. Contestata anche la tentata truffa aggravata finalizzata alla ricezione di pubbliche erogazioni da parte della Regione.

Falsificavano sistematicamente i valori di aflatossina M1, una micotossina cancerogena pericolosa per la salute umana, registrati nelle analisi del latte destinato alla produzione di Parmigiano Reggiano. I Nas di Parma hanno fermato quattro persone per reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di falso in atto pubblico, alla commercializzazione di sostanze alimentari nocive e di prodotti non genuini come genuini e per tentata truffa aggravata finalizzata alla ricezione di erogazioni pubbliche della Regione per il latte qualità. Tra gli arrestati il direttore del Centro servizi per l’agroalimentare Sandro Sandri, due contitolari di un caseificio di Lesignano Bagni e un’azienda agricola di Montechiarugolo, nel parmense, che collaboravano tra loro, ignorando ripetutamente i parametri per la sicurezza alimentare.

I carabinieri hanno posto sotto sequestro tutte le forme in stagionatura prodotte con le partite di latte contaminato: complessivamente 2.402 forme di Parmigiano Reggiano sono bloccate in 13 caseifici del parmense e saranno destinate alla distruzione. Le posizioni di altri 63 indagati sono al vaglio degli inquirenti. Le indagini sono cominciate undici mesi fa. Le analisi sul latte erano state svolte nei laboratori del Centro servizi per l’agroalimentare di via Torelli, a Parma, un centro privato accreditato a livello nazionale per le analisi sui prodotti caseari. Secondo quanto accertato dalle indagini degli inquirenti, negli ultimi mesi però le analisi sono state contraffatte. In particolare, sono stati alterati i parametri sulla presenza di aflatossina, una sostanza potenzialmente cancerogena per l’uomo che si può formare nel mais in periodi di particolare siccità, passando poi nel latte attraverso la catena alimentare.
 
Gli inquirenti hanno accertato che il direttore del laboratorio e i titolari dell’azienda e del caseificio utilizzavano ripetutamente il sistema delle false certificazioni per trasformare le materie, prime che altrimenti sarebbero state inutilizzabili. Il rischio è che questa pratica, ripetuta sistematicamente, sia stata messa in atto anche in periodi precedenti non interessati dalle indagini, e che quindi latte con valori fuori norma sia già stato immesso sul mercato in passato.

19 Giugno 2014

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