Stamina. Online da oggi il libro finanziato dai lettori

Stamina. Online da oggi il libro finanziato dai lettori

Stamina. Online da oggi il libro finanziato dai lettori
Disponibile gratis su www.scienzainrete.it e a 1,99 euro nei principali e-book store, “Acqua sporca” è stato realizzato dai giornalisti Antonino Michienzi e Roberta Villa grazie ai contributi versati dagli italiani attraverso il sistema di crowdfunding. Il libro traccia i ritratti dei personaggi che hanno animato la vicenda ma, soprattutto, analizza la grande guerra globale sulle cellule staminali e sul loro utilizzo nella cura dei malati.

“Nella bollente estate del 2008, un bambino, ricoverato all’ospedale Burlo Garofolo di Trieste, viene caricato di nascosto in macchina. È l’alba. Sull’auto ci sono la madre, il nonno e un medico sopra le righe. La destinazione è San Marino, dove il bimbo sarà  sottoposto a un trattamento a base di cellule staminali. La terapia, che in breve tempo sarà  conosciuta in tutto il mondo come Metodo Stamina, non è mai stata testata, ma secondo il suo promotore, un esperto di marketing lanciatosi nel business della medicina, può curare decine di malattie senza speranza. Negli stessi giorni, negli Stati Uniti, un’azienda che impiega le cellule staminali per curare malattie ossee riceve una visita dall’ente di controllo americano: l’Fda. L’azienda, che grazie alle staminali è diventata una macchina da soldi, sta operando al di fuori della legalità e deve interrompere le sue attività. Tra battaglie in tribunale, gruppi di potere e malati in piazza comincia una guerra che legherà indissolubilmente le due sponde dell’Atlantico. La posta in gioco è enorme: miliardi di dollari, il futuro della medicina, ma, soprattutto, la vita di milioni malati”. È la quarta di copertina di “Acqua sporca. Che cosa rischiamo di buttare via con il caso Stamina”, il libro realizzato dai giornalisti scientifici Antonino Michienzi e Roberta Villa e finanziato attraverso il crowdfunding, cioè la raccolta pubblica di fondi online. In pratica, a coprire le spese sono stati gli italiani stessi, che – a quanto sembra – hanno voglia di vederci più chiaro sulla vicenda che da oltre due anni sono dedicate pagine e pagine di giornali e di servizi in tv. Una storia finita anche nei tribunali.

“Acqua sporca” è da oggi disponibile gratuitamente su www.scienzainrete.it e al prezzo di 1,99 sui principali e-book store. Non è un saggio, né un resoconto giornalistico. “È una storia di leggi violate, speranze mal riposte, intrecci e colpi di scena fatte di "case history" cioè storie di ammalati, troppo spesso bambini”, dice Giuseppe Remuzzi, direttore dei Dipartimenti di Medicina e dei Trapianti dell’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che ha letto in anteprima il libro. “C’è garbo e sensibilità in questa storia che parte da fatti che quasi sempre superano la finzione. […]. ha il pregio di essere intrigante come un romanzo (si legge tutta d’un fiato) ma col rigore di una ricerca scientifica”, ha aggiunto.

 “Acqua sporca” ripercorre le tappe che hanno portato alla nascita del caso Stamina e alla sua esplosione. Traccia i ritratti dei personaggi che hanno animato questa storia, racconta il ruolo poco chiaro della politica e il vecchio vizio italiano di usare il pubblico per godere di benefici privati. Il leitmotiv della storia, però, non è questo. È la grande guerra che su scala globale si sta combattendo intorno alle cellule staminali e al loro utilizzo nella cura dei malati. Una guerra di scienza, ma ancor più economica in cui a muovere le fila sono grandi companies e gruppi di pressione ansiosi di usare una tecnologia ancora immatura (le cellule staminali mesenchimali) per trarne immensi guadagni. Queste cellule sono una straordinaria promessa e sono potenzialmente utilizzabili in decine di malattie. Finora, però, questa promessa è rimasta tale: in pochissimi casi le cellule staminali mesenchimali hanno dimostrato di essere efficaci. Per usarle su larga scala serve perciò forzare una regolamentazione stringente, che ha in regole molto rigide l’unico strumento per tutelare i malati da chi pensa più al business che alla loro salute.

“È questa – spiegano gli autori – la luna che si nasconde dietro il dito del caso Stamina: una battaglia combattuta a colpi di cause in tribunale, di sottili modifiche normative, di malati usati come testimonial. Una battaglia che ha un solo fine: trasformare milioni di malati in facili prede dell’immenso business delle staminali”.

09 Luglio 2014

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