Riforme. Renzi: “Oggi partenza dei mille giorni del cambiamento. I nostri risultati verificabili: questa è la rivoluzione”

Riforme. Renzi: “Oggi partenza dei mille giorni del cambiamento. I nostri risultati verificabili: questa è la rivoluzione”

Riforme. Renzi: “Oggi partenza dei mille giorni del cambiamento. I nostri risultati verificabili: questa è la rivoluzione”
Il premier, durante una conferenza a Palazzo Chigi, ha dato il via al cronoprogramma di riforme con cui intende rilanciare il Paese. La verifica dei risultati sarà affidata a un portale aggiornato in tempo reale. Già inseriti contenuti riguardanti riforma della Pa e del Titolo V. 

“Abbiamo fatto tanto ma non ci basta. Abbiamo fame di riforme”. Con queste parole Matteo Renzi ha lanciato la sfida del cambiamento, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi in cui ha fissato il cronoprogramma per i prossimi mille giorni di legislatura.

Affiancato dal ministro per le Riforme Maria Elena Boschi e dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, il premier ha annunciato che “oggi è la partenza dei mille giorni  La presenza del countdown e della verificabilità dei risultati è la grande rivoluzione nella politica italiana: nel momento in cui sei accusato di 'annuncite', malattia tipica di parte del ceto politico, rispondiamo con l'elenco di date a cui siamo auto-costretti. Ho chiesto al ministro Boschi e a Delrio di aggiornare il numero dei decreti attuativi e lo strumento dei fondi europei costantemente sul sito. Entro 1000 giorni saremo un Paese civile se non avremo arretrati sui dl attuativi e se i denari non saranno realmente dispersi come talvolta abbiamo suoi fondi europei”.

La verifica in tempo reale degli obiettivi sarà affidata al portale ‘passodopopasso’, costruito con la piattaforma wordpress in modo da “contenere ogni giorno gli elementi nuovi dell’attività di governo e verificare i risultati raggiunti – ha spiegato Renzi – con uno spazio di coinvolgimento per i cittadini, dove ciascuno potrà giudicare e criticare”. Al nastro di partenza, il sito web presenta un menù composto da cinque voci: Mille Giorni, in cui viene spiegata l’iniziativa; Passo dopo Passo che entra nel dettaglio di leggi e riforme; News, con notizie da tutti i settori; Infografiche; Video.

All’interno della sezione ‘Passo dopo Passo’ vengono sinteticamente evidenziati gli obiettivi raggiungibili attraverso la riforma del Titolo V: la fine dei conflitti sulle competenze tra Stato e Regioni, l’introduzione dei costi standard così da garantire lo stesso prezzo per le forniture pubbliche in ogni parte d’Italia e il taglio dei compensi per i consiglieri regionali. “Il sito è come un puzzle – ha osservato il premier – la cui cornice per noi è chiara e i cui pezzi saranno aggiunti giorno dopo giorno”.

Per quanto riguarda gli interventi di riforma della Pa, Renzi ha ricordato le tappe degli scorsi mesi. “Ad aprile abbiamo presentato le linee guida per la riforma, il 13 giugno ci sono il decreto legge che poi diventa legge e il disegno di legge delega il cui studio in Commissione al Senato parte adesso”. Sul portale sono esposti gli interventi cardine della riforma e le conseguenti novità in tema di pensionamento, mobilità, anticorruzione, consulenze e tetto agli stipendi dei manager.
Anche Maria Elena Boschi ha posto l’accento sugli interventi sin qui effettuati dal governo. “Il giorno del giuramento del nuovo governo erano 889 i decreti attuativi, oggi sono 528. Nell’arco di sei mesi abbiamo dimezzato il numero dei decreti attuativi dei governi precedenti”.

La sfida è quindi ufficialmente lanciata. “Guardiamo negli occhi tutti, ma non guardiamo in faccia nessuno. Se l’Italia deve cambiare, nessuno può chiamarsi fuori. Nessuno può tirarsi indietro. Vale per tutti i settori”, aveva scritto stamane Renzi sul sito dedicato ai mille giorni. Nel pomeriggio, al termine della conferenza stampa, il premier si è invece affidato a un tweet che condensa in modo eloquente il suo approccio. “L’Italia la cambiamo, piaccia o non piaccia ai soliti noti esperti di palude. Millegiorni e l’Italia tornerà leader, non follower”.
 
Gennaro Barbieri

Gennaro Barbieri

01 Settembre 2014

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