Speciale ESMO. Il pertuzumab rivoluziona la prognosi del cancro della mammella HER-2 positivo

Speciale ESMO. Il pertuzumab rivoluziona la prognosi del cancro della mammella HER-2 positivo

Speciale ESMO. Il pertuzumab rivoluziona la prognosi del cancro della mammella HER-2 positivo
Il follow up a lungo termine dello studio CLEOPATRA dimostra che l’aggiunta di pertuzumab aumenta di ben16 mesi la sopravvivenza rispetto al solo trattamento con trastuzumab e chemioterapia, nelle donne con tumore della mammella metastatico HER-2 positivo

L’aggiunta del nuovo anticorpo monoclonale pertuzumab, al trattamento tradizionale con trastuzumab e chemioterapia, regala 16 mesi di sopravvivenza in più alle donne con tumore della mammella metastatico HER-2 positivo. Risultati ‘senza precedenti’ li hanno definiti gli autori dello studio CLEOPATRA, nel presentarli in questi giorni a Madrid agli oncologi di tutto il mondo.
 
Lo studio di fase III CLEOPATRA ha valutato l’efficacia e la safety del pertuzumab, in aggiunta allo schema tradizionale di terapia (trastuzumab e chemioterapia) su 808 donne con carcinoma della mammella metastatico HER-2 positivo, non trattate in precedenza. I tumori HER-2 positivi sono una delle forme più aggressive di tumore della mammella.
 
“In questo studio – spiega Sandra Swain del Washington Hospital Center (USA), primo autore del CLEOPATRA – siamo andati a valutare se il doppio blocco dell’HER-2, ottenuto associando i due anticorpi trastuzumab e pertuzumab alla chemioterapia, potesse determinare un miglioramento della sopravvivenza (OS, overall survival) o della sopravvivenza libera da malattia (PFS, progression free survival)”.
 
I risultati del follow up a lungo termine di questo studio, presentati all’ESMO, hanno appunto dimostrato che le pazienti trattate con i due anticorpi presentavano una sopravvivenza di 15,7 mesi maggiore rispetto a quelle trattate con lo schema tradizionale (trastuzumab-chemioterapia), portando così la sopravvivenza mediana a 56,5 mesi, contro i 40,8 mesi dei controlli. L’analisi del follow up di CLEOPATRA conferma inoltre la safety cardiaca a lungo termine del pertuzumab.
 
“L’aumento di sopravvivenza di 16 mesi che abbiamo riscontrato nel nostro studio – afferma la Swain – non ha precedenti in nessun altro studio sul cancro della mammella metastatico. Sono risultati che avranno un enorme impatto sui pazienti e sulle loro famiglie”.
 
“E’ uno dei più importanti passi in avanti mai realizzati nello sforzo di cronicizzare questa malattia – commenta Javier Cortes, Direttore del Breast Cancer Program presso l’Istituto di Oncologia Vall D’Hebron di Barcellona – e ancor più sorprendente è il fatto che il dato di sopravvivenza supera quello di PFS, forse per il diverso meccanismo di azione dei due anticorpi monoclonali. Visti i risultati di questo studio, dovremmo considerare questa associazione il nuovo standard di cura per questa malattia. Questi incredibili dati di sopravvivenza, presentati all’ESMO 2014 aiuteranno noi medici a continuare il nostro lavoro, i pazienti a lottare contro questa malattia e la società tutta a comprendere che è possibile pensare ad un futuro nel quale la gente non morirà più di tumore. I prossimi passi consisteranno nello studiare i meccanismi di resistenza a questa associazione, per migliorarne l’attività terapeutica e per cercare di individuare quali pazienti non avranno bisogno della chemioterapia.”
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

28 Settembre 2014

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