Pediatria. Indagine sull’automedicazione in età pediatrica. Mamme fai da te? Sono circa tre su dieci

Pediatria. Indagine sull’automedicazione in età pediatrica. Mamme fai da te? Sono circa tre su dieci

Pediatria. Indagine sull’automedicazione in età pediatrica. Mamme fai da te? Sono circa tre su dieci
I farmaci più utilizzati sono soprattutto antipiretici e antiinfiammatori, tra gli integratori i probiotici ed alcuni vitaminici. Il 20% dei genitori non consulta i bigliardini ed ignora i potenziali effetti collaterali. Questi i dati di un’indagine Fimp presentati al VIII Congresso Nazionale “Prepariamoci al bambino di domani”.

Sono circa tre su dieci le mamme che per curare i propri bambini prediligono il “fai da te”, e due genitori su dieci non consultano il foglietto illustrativo dei farmaci e ignorano i potenziali effetti collaterali pur essendo preoccupata che possano manifestarsi (il 77%). Non solo, molti genitori non conoscono le modalità di prescrizione del farmaco che hanno in casa, cioè se è di libera vendita o necessita di prescrizione, e utilizzano molti dei farmaci di cui dispongono per terapie improprie.
 
Sono questi alcuni dei dati emersi da un’indagine sull’attitudine dei genitori alla automedicazione in Pediatria condotta dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) e presentata oggi a Milano in occasione dell’VIII Congresso Nazionale Fimp “Prepariamoci al bambino di domani”.
Secondo i dati emersi, molti genitori non conoscano la differenza tra integratori alimentari e farmaci: il 60% dei prodotti somministrati, che i genitori indicano come farmaci, sono in realtà integratori alimentari o fitoterapici. E tra i farmaci più utilizzati ci sono soprattutto antipiretici e antiinfiammatori, tra gli integratori probiotici ed alcuni vitaminici.
 
È soprattutto la mamma che si occupa di acquisire le informazioni sui farmaci per i bambini e le ottiene in primo luogo dal pediatra di famiglia (94%), secondariamente dal proprio Medico di medicina Generale (71%). Libri, riviste specializzate e non, televisione e internet non sono ritenute fonte sicura di informazione e meno del 30% dei genitori utilizza questi mezzi per avere informazioni sulle terapie da effettuare. Scarso è il ruolo del Farmacista nel fornire indicazioni sull’uso dei farmaci nei bambini (solo il 10% dichiara di utilizzare spesso questa fonte).
 
La maggior parte dei bambini oggetto dell’indagine (il 97%) si trova in buona salute, secondo quanto percepito e dichiarato dai genitori. Il 10% circa soffre di malattie croniche, diagnosticate dal medico, soprattutto allergie respiratorie e intolleranze alimentari. Dal questionario emerge, inoltre, con chiarezza che non esiste nei genitori la conoscenza delle modalità di prescrizione diversa per i farmaci, ovvero quali debbano essere dispensati con ricetta.

02 Ottobre 2014

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