Le scelte difficili del PTV

Le scelte difficili del PTV

Le scelte difficili del PTV

Gentile Direttore,
ieri sera in una trasmissione di Rete 4, in prima serata, è stata portata all’attenzione del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, presente in studio, la situazione del Policlinico Tor Vergata in relazione ai lavoratori, operatori tecnici assistenziali e operatori socio-assistenziali, che lottano contro i tagli al personale annunciati ed è mia intenzione esporre la posizione della direzione.

Le scelte difficili.
Ho assunto l’incarico di Direttore Generale presso il Policlinico di Tor Vergata, il 1° luglio scorso. Un ospedale bellissimo, a 5 stelle, situato in una tra le più disagiate periferie di Roma. Una grande Università, tra i primi 50 Atenei giovani nel mondo. Una elevatissima produttività, tra le più alte della Regione. Circa 455 posti attivi sui 730, a regime, quando sarà ultimata l’ultima torre di degenza, con servizi diagnostici all’avanguardia e un futuro prossimo di IRCCS, che vuole puntare sulle cure personalizzate, il futuro della medicina sostenibile ed efficace.
Un elevato deficit, però, che rischia di compromettere lo sviluppo futuro di un sistema prezioso, in un quadrante povero, e che si sta sviluppando a vista d’occhio.

Questa peculiarità non è sfuggita al Presidente di una Regione che, oltre a garantire la sostenibilità del sistema sanitario, deve assicurare ai più deboli assistenza sanitaria pubblica, in un paese che si va impoverendo e dove la gente si cura meno perché non ha i soldi per i ticket. Nel territorio di afferenza del Policlinico l’indice di posti letto per mille abitanti è 1,7 rispetto a 3,7 richiesto dalla normativa nazionale.
Quindi la Regione, consapevole delle difficoltà per la popolazione, ha deciso di non tagliare i posti letto di questo Ospedale, ed anzi, ne ha riconosciuto di più rispetto al precedente assetto. Il più bel regalo che si poteva fare a questo Policlinico, che si è sviluppato fin dall’inizio attivando progressivamente aree di degenza e ambulatoriali, è quello di continuare a riconoscere la sua dimensione dinamica di crescita.

Per crescere, però, ha bisogno di trovare un equilibrio economico, di avere sviluppo sostenibile. Ogni euro che si spreca è un euro sottratto alla cura delle persone.
Per questo motivo, fin dal mio insediamento, ho aggredito l’area dei beni e servizi, imponendo gare per ottenere i beni a prezzi migliori, ho nominato un Energy manager dell’Università a costo zero, per eliminare qualunque spreco energetico, sto rivisitando gli appalti, per garantire al sistema sicurezza, efficienza e sostenibilità.
In questa rivisitazione ho ridimensionato la dotazione di personale di supporto ausiliario in servizio presso gli ambulatori, per lo più dedicati all’accoglienza dei pazienti e di supporto alle attività sanitarie, 1 mln l’anno, mantenendo inalterato il numero degli infermieri. Ho mantenuto i livelli assistenza nelle unità di degenza, senza comprometterne la qualità e che rimangono tra i più alti della Regione.

Speriamo di poter contenere la perdita occupazionale, anzi di riaumentare la occupazione, in un breve futuro, con la prossima apertura di alcuni reparti dedicati all’intramoenia e del servizio di Pronto soccorso psichiatrico presso il PTV.
È doloroso e spero che nel periodo di transizione si possa avviare per questi lavoratori un contratto di solidarietà. Ma da una necessaria razionalizzazione passa lo sviluppo anche lavorativo di domani, la possibilità di assicurare cure di alto livello nell’ospedale tra i più belli d’Italia in una delle periferie più bisognose.
Bisogna uscire dal Piano di Rientro e non si può senza scelte difficili.
 
Dott.ssa Tiziana Frittelli 
Direttore Generale Policlinico Tor Vergata

07 Ottobre 2014

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