Milano. Al Policlinico il primo trapianto in Italia da donatore a cuore fermo

Milano. Al Policlinico il primo trapianto in Italia da donatore a cuore fermo

Milano. Al Policlinico il primo trapianto in Italia da donatore a cuore fermo
L'intervento è stato effettuato su una ragazza di 36 anni malata di fibrosi cistica, già in lista d'attesa per il trapianto e ricoverata da quattro mesi. L'operazione è stata realizzata combinando la tecnica per preservare gli organi nel cadavere con quella del ricondizionamento.

Primo trapianto in Italia di polmone da donatore a cuore fermo alla Fondazione Ca' Granda Policlinico di Milano. L'intervento è stato reso possibile grazie ad una nuova metodica messa a punto proprio al Policlinico, che potrebbe così aumentare il numero di organi disponibili al trapianto di circa il 20-30%.

L’intervento è avvenuto il primo novembre, ed è stato effettuato su una ragazza di 36 anni malata di fibrosi cistica, già in lista d'attesa per il trapianto e ricoverata da quattro mesi. L'operazione, durata 18 ore, è riuscita e ora la paziente sta reagendo bene al decorso post-operatorio: potrebbe tornare a casa tra una decina di giorni. Il tutto è stato reso possibile grazie alla stretta collaborazione con l’Ospedale San Gerardo di Monza, il Centro Nazionale Trapianti, il Nord Italia Transplant program (NITp) e l'Azienda regionale dell'emergenza urgenza (AREU).
I polmoni sono stati prelevati al San Gerardo, da un uomo di 45 anni morto per dissecazione aortica.

Il numero di pazienti in lista d'attesa per un trapianto è più alto del numero di trapianti effettuati, a causa dei pochi organi disponibili: circa il 20% dei malati muore in attesa di un organo. In Lombardia nel 2013, degli 87 pazienti in lista per trapianto polmonare, solo 46 sono stati trapiantati, mentre 18 sono morti per mancanza di un organo. Per far fronte al grave problema dell'esiguità di organi di recente sono stati considerati, oltre ai 'classici' donatori con morte cerebrale, anche donatori 'a cuore fermo'. In questi donatori il cuore ha smesso di battere e gli organi non ricevono più ossigeno: la rapidità del prelievo diventa quindi condizione essenziale perchè gli organi non si deteriorino, fatto che rende molto più complesso questo tipo di donazione.

Franco Valenza, ricercatore del Dipartimento di Anestesia del Policlinico, con la sua equipe ha sviluppato un modello pre-clinico di preservazione dei polmoni nel cadavere che consente di allungare i tempi utili al prelievo nei donatori a cuore fermo. Grazie alla sinergia con i rianimatori dell'AREU e dell'Ospedale di Monza coordinata da Giuseppe Citerio, il protocollo è stato implementato e per la prima volta applicato nell'uomo anche grazie al coordinamento del Centro di riferimento regionale prelievi d'organo. Gli organi sono stati preservati per tre ore nel cadavere prima di essere prelevati; poi, una volta trasferiti al Policlinico, sono stati ricondizionati, ovvero 'riparati' e 'ringiovaniti' mediante perfusione e ventilazione extracorporea, una tecnica introdotta in Italia proprio al Policlinico.

Combinando la tecnica per preservare gli organi nel cadavere con quella del ricondizionamento, è stato quindi possibile procedere con il trapianto, effettuato dall'equipe di Luigi Santambrogio. "E nonostante le precarie condizioni della ricevente e la complessità dell'intervento – dicono gli esperti – i polmoni hanno iniziato fin da subito a funzionare adeguatamente, senza dar segni di disfunzione primaria". Secondo le stime, questo innovativo modello di prelievo degli organi potrebbe rendere disponibili circa 12-15 donatori di polmone all'anno nella sola area di Milano e Monza-Brianza, aumentando il numero di trapianti in Lombardia del 20-30%. "Tuttavia, a differenza di altri modelli di donazione a cuore fermo – concludono gli specialisti – la semplicità del protocollo sviluppato a Milano potrebbe consentire la sua applicazione anche in realtà ospedaliere non altamente specializzate, contribuendo quindi ad aumentare significativamente il numero di polmoni disponibili a scopo di trapianto".
 

15 Novembre 2014

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...