Farmaci di fascia C in parafarmacia: una sanatoria mascherata?

Farmaci di fascia C in parafarmacia: una sanatoria mascherata?

Farmaci di fascia C in parafarmacia: una sanatoria mascherata?
Una dettagliata “lettera aperta” della Federazione delle associazioni dei farmacisti non titolari, lancia l’allarme: i tentativi di estendere la vendita dei farmaci di fascia C alle parafarmacie, potrebbe poi favorire la loro trasformazione in farmacie non convenzionate. Una sorta di sanatoria dissimulata, a danno di coloro che aspirano ad acquisire la titolarità secondo le regole attuali.

Trasformare surrettiziamente le parafarmacie in farmacie, impedendo così molti laureati in Farmacia di poter accedere legittimamente alla titolarità attraverso nuovi concorsi? È questo secondo il Conasfa, la Federazione nazionale delle Associazioni dei farmacisti non titolari, il pericolo maggiore che si corre in questo periodo nel quale, in Parlamento, si moltiplicano voci, richieste e proposte che hanno a oggetto la situazione delle parafarmacie.
L’ultimo tentativo in questa direzione sarebbe quello di estendere sic et simpliciter la vendita dei farmaci della fascia C alle sole parafarmacie di proprietà di farmacisti, escludendo da tale possibilità i corner farmaceutici della grande distribuzione. Il Conasfa, in proposito ha reso nota una propria “lettera aperta” nella quale presenta una dettagliata analisi della situazione (la proponiamo integralmente ai nostri lettori). E nella quale si ricorda che la legge Bersani (248/2006) non contiene alcun riferimento alla necessità di un farmacista titolare della parafarmacie, imponendo solo la presenza e l’assistenza del farmacista alla vendita dei medicinali senza obbligo di prescrizione.
Alla luce dell’estensione della vendita della fascia C agli esercizi di vicinato che, appunto, non sono assoggettati a una specifica regolamentazione, si aprirebbe quindi la strada – sempre secondo la tesi enunciata nel documento dal Conasfa – alla creazione di un nuovo modello di esercizio: la “farmacia non convenzionata”. Da qui alla sua trasformazione in farmacia (con il pretesto delle presunte difficoltà economiche derivanti dall’impossibilità di vendere farmaci etici) il passo sarebbe breve.
E il Conasfa rincara la dose: in questa maniera non ci si troverebbe solo dinanzi a una sanatoria. Ma anche a una vera e propria autostrada aperta alle multinazionali della distribuzione già proprietarie, soprattutto nei Paesi del Nord Europa, di numerose catene di farmacie.
 

03 Febbraio 2011

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