Roma. Si chiude domani il ‘Congresso Europeo sulle Cure Palliative Pediatriche – A global Gathering’. Oltre 460 delegati da 54 Paesi

Roma. Si chiude domani il ‘Congresso Europeo sulle Cure Palliative Pediatriche – A global Gathering’. Oltre 460 delegati da 54 Paesi

Roma. Si chiude domani il ‘Congresso Europeo sulle Cure Palliative Pediatriche – A global Gathering’. Oltre 460 delegati da 54 Paesi
I lavori hanno rappresentato  l’occasione per migliorare la conoscenza e l’applicazione delle cure palliative, con la missione di riconoscere dignità e rispetto a ogni persona malata, in special modo i bambini, ponendo al centro i loro bisogni e quelli della loro famiglia e non la patologia che li ha colpiti. 

Terminerà domani  21 novembre 2014 presso l’Auditorium Antonianum di Viale Manzoni, a Roma, il 'Congresso Europeo sulle Cure Palliative Pediatriche – A global Gathering', giunto alla sua seconda edizione. Con oltre 460 delegati provenienti da 54 paesi del mondo, tra i quali Ann Goldmane Katye Foley, guru delle cure pediatriche palliative riconosciuti a livello internazionale, questo secondo Congresso, è nato l’obiettivo di coinvolgere un più vasto numero di professionisti impegnati a vario titolo nell’assistenza di bambini con malattie inguaribili, fonte di sofferenza e che ne minacciano la sopravvivenza e l’aspettativa di vita.

Nel complesso è stata l’occasione per migliorare la conoscenza e l’applicazione delle cure palliative, con la missione di riconoscere dignità e rispetto a ogni persona malata – in special modo i bambini – ponendo al centro i loro bisogni e quelli della loro famiglia e non la patologia che li ha colpiti. La Fondazione sostiene che ogni bambino abbia diritto al gioco, all’interazione con i propri coetanei, così come ogni mamma e papà hanno il diritto di vivere la vita anche oltre la malattia dei propri figli.

Quando un bambino colpito da una grave malattia è vicino alla fine, realtà questa contro natura e, di fatto, difficile da accettare, la società civile ha il dovere di intervenire per sostenere dal punto di vista medico, psicologico e spirituale il bambino e il suo nucleo familiare. Ecco perché Fondazione Maruzza da anni si impegna a favore dei bambini inguaribili e del loro diritto ad essere adeguatamente assistiti nel percorso della malattia, riuscendo tra l’altro a ottenere la definizione di norme specifiche all’interno della legge 38/2010, relativa al diritto di accesso da parte dei cittadini alle cure palliative.

Per Franca Benini, Chairman del Congresso “Il lavoro da fare è ancora molto lungo. E’ come percorrere una lunga scala. Guardando verso il basso, vediamo che è stato fatto molto, ma è volgendo il nostro sguardo verso l’alto che ci accorgiamo che la strada è ancora lunga e che molto è ancora da fare. Solo lavorando insieme potremo dare una risposta concreta al problema che, con sfumature diverse, è presente in tutte le realtà del mondo”.

Silvia Lefebvre D’Ovidio di Fondazione Maruzza infine afferma che “Sia che la vita di un bambino sia lunga un giorno sia che duri svariati anni, è importante che al bambino sia garantita la miglior qualità di vita possibile. Parliamo di qualità di vita, non di morte".
 

20 Novembre 2014

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