Parkinson: al Regina Elena di Roma al via la Stimolazione Cerebrale Profonda

Parkinson: al Regina Elena di Roma al via la Stimolazione Cerebrale Profonda

Parkinson: al Regina Elena di Roma al via la Stimolazione Cerebrale Profonda
Consiste nell’impianto intracerebrale di un elettrodo ed è destinato ai pazienti che non rispondono più ai farmaci. L’intervento ha già dato ottimi risultati in 80 mila pazienti trattati nel mondo

I pazienti affetti da Parkinson che non rispondono più alle terapie farmacologiche, avranno un’opzione terapeutica in più. Presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’istituto Nazionale Regina Elena prende infatti il via la Stimolazione Cerebrale Profonda, una metodica che consiste nell’impianto intracerebrale in una piccola area del talamo o dei gangli della base di un elettrodo stimolante collegato a un pacemaker. Lo stimolo elettrico indotto che agisce su alcuni circuiti del movimento aiuta a controllare i sintomi della malattia e consente di ridurre l’uso dei farmaci.
“Il primo intervento in assoluto – ha commentato Carmine Carapella, responsabile della Sezione di Neurochirurgia Stereotassica presso il Dipartimento di Neuroscienze IRE- è stato realizzato dal professor Benabid a Grénoble in Francia oltre 20 anni fa. Da allora molti centri neurochirurgici in Europa e nel resto del mondo hanno adottato questa procedura. In Italia, e in particolar modo nel Centro-sud, non sono ancora molti i Centri in grado di proporre la stimolazione cerebrale profonda come opzione terapeutica e di fornire ai pazienti tutte le valutazioni necessarie nelle fasi pre e post-chirurgiche. I risultati ottenuti negli oltre 80 mila pazienti trattati in tutto il mondo ci confermano che la stimolazione cerebrale profonda è un trattamento efficace, sempre se gestito da un’equipe qualificata di neurochirurghi e neurologi”, ha aggiunto.
I pazienti che possono eseguire questo tipo d’intervento rappresentano fino al 10% di chi soffre di Parkinson. L’impianto è particolarmente indicato nei soggetti in cui la terapia farmacologica, a distanza di anni, non riesce più a gestire instabilità motorie o discinesie gravi.

04 Febbraio 2011

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