Riforma Costituzionale. Arriva il via libera al testo dalla commissione Affari Costituzionali

Riforma Costituzionale. Arriva il via libera al testo dalla commissione Affari Costituzionali

Riforma Costituzionale. Arriva il via libera al testo dalla commissione Affari Costituzionali
Il Disegno di legge contiene misure che apporteranno diversi cambiamenti sostanziali: dal superamento del bicameralismo perfetto all'abolizione delle Province e del Cnel, fino all'assegnazione allo Stato centrale delle disposizioni generali e comuni per la tutela della salute. Il testo approderà in Aula il prossimo martedì. Il ministro Boschi su Twitter: "Stavolta è davvero #lavoltabuona".

Nella nottata di ieri è arrivato il via libera dalla commissione Affari Costituzionali al ddl di riforma costituzionale. Il primo sì della Camera al testo è stato segnato dall'acceso scontro avvenuto nella giornata di ieri, da una parte con i rappresentanti di Lega e M5s che hanno deciso di lasciare i loro posti affidando alla sola maggioranza la "responsabilità" del nuovo impianto costituzionale, e dall'altra dallo scontro interno al Pd culimato nella minaccia da parte di otto deputati democratici di chiedere la loro sostituzione. Tra gli emendamenti approvati ieri, quello che definisce il quorum per eleggere il capo dello stato, fissato a tre quinti dei votanti a partire dal nono scrutinio. L’emendamento ha avuto il sì di tutti i gruppi rimasti in commissione: Partito democratico, Nuovo centrodestra, Popolari per l’Italia, Scelta civica e Forza Italia. Esulta il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi che, dopo il sì alla riforma, scrive sul suo profilo Twitter: "Appena approvata in commissione la riforma costituzionale. Stavolta è davvero #lavoltabuona".

Il testo, già licenziato dal Senato lo scorso agosto, contiene diversi cambiamenti sostanziali che vanno dal superamento del bicameralismo perfetto all'abolizione delle Province e del Cnel. Per quanto riguada la sanità, in particolare, viene modificato l'articolo 117 laddove vengono attribuite allo Stato le disposizioni generali e comuni per la tutela della salute.  Alle Regioni viene, invece, lasciata la competenza legislativa esclusiva nell’organizzazione dei servizi sanitari e sociali regionali. Nel testo ricordiamo, infine, che è presente anche una “clausola di supremazia” per la quale, su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in materie o funzioni non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell'unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell'interesse nazionale.
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

14 Dicembre 2014

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