Anaao Giovani. La sanità in Piemonte. Al “peggio” non c’è mai limite

Anaao Giovani. La sanità in Piemonte. Al “peggio” non c’è mai limite

Anaao Giovani. La sanità in Piemonte. Al “peggio” non c’è mai limite

Gentile direttore,
chi pensava che in Piemonte, in tema di sanità, si fosse toccato il fondo con l’amministrazione precedente si sbagliava, è proprio vero che al peggio non c'è mai limite. Già, perchè il Piano Sanitario Regionale proposto dall’amministrazione Chiamparino, pare avere tutti i requisiti per avere il "bollino nero" del peggiore possibile.
 
La prima contestazione è sui modi con cui è stato presentato. La coppia Saitta/Moirano ha utilizzato le più smaliziate strategie della vecchia politica, scoprendo le carte solo a giochi fatti e ancora i dettagli sono tutt'altro che chiari. La DGR sul riordino della rete ospedaliera è piovuta come un fulmine a ciel sereno e i dettagli sono comparsi sui giornali che, non si sa come, sono sempre i primi ad avere notizie, mentre noi medici piemontesi dipendenti del SSR abbiamo attinto informazioni solo da loro, pur essendo i diretti interessati. Certo è che leggendo la DGR sfidiamo chiunque a capire quali possono essere i risvolti applicativi. Ma lo scenario che si sta delineando ha toni drammatici, anzi catastrofici.
 
Dopo che la giunta Cota aveva provveduto a sforbiciare in modo draconiano pezzi importanti della sanità piemontese ora le viene inferto il colpo di grazia; sì perché il depauperamento delle strutture complesse, e quindi dei servizi da esse erogate, sarà di danno soprattutto ai cittadini che non troverranno più risposte alla legittima domanda di salute e assistenza sancita dalla costituzione.
 
Ci chiediamo da dove derivino i criteri con i quali si è deciso di attuare questa "destrutturazione" del sistema; dove siano i numeri, i flussi di produzione reali che sanciscono la chiusura di una qualsivoglia struttra. E,quando una struttura complessa vennisse cancellata, quale piano alternativo per la popolazione è stato studiato per offrire il servizio che è stato cancellato? Dove sono i dati analitici che supportano queste scellerate scelte? A noi non è dato saperlo. Speriamo che l'assessorato non abbia preso per oro colato i numeri, spesso avulsi da contesti reali, forniti dal Piano Nazionale Esiti che, pur fornendo spunti interessanti, analizza spesso dati "amministrativi" derivanti dai codici di codifica SDO che hanno una buona valenza "economica", ma non sono certo lo specchio della realtà clinica: questo bias di fondo sta producendo errori sistematici che stanno danneggiando i cittadini e il SSN stesso.
 
Coni tagli indiscriminati che sono stati proposti, questa amministrazione non pensi che i medici piemontesi assistano proni alla distruzione di un bene che è patrimonio di tutti e che per anni hanno portato con fatica sulle loro spalle, giorno e notte, sabato e domenica.
Da anni sentiamo parlare di un fantomatico "territtorio" che dovrebbe assorbire il pesante carico della cronicità e della post-degenza, favorendo le dimissioni dall'Ospedale per acuti. Ma ad oggi il "terrtitorio" che noi medici piemontesi vediamo ha l'aspetto di una area desertica, ove il paziente non trova alcuna risposta ai bisogni, con l'unica alternativa di rientrare in ospedale che,intasato, faticosamente dàrisposte a tutti i pazienti,almeno sino ad ora, perchè il mortale taglio di posti letto manderà al collasso il sistema.
 
Ci aspettiamo che qualcuno presenti i conti di quanto questa operazione faccia risparmiare i cittadini, ma anche questo non è dato saperlo. La nostra impressione è che il risparmio sia relativoesoprattutto che non vengano toccati settori davvero ipertrofici presenti nella sanità, ovvero quelli amministrativi: si tagliano i reparti ma le amministrazioni no.
La Regione si rammarica dei dati sulla mobilità passiva e sicuramente,se metterà in atto il piano presentato,questi numeri aumenteranno a dismisura. Basti considerare che due province in cui sono presenti i cosiddetti ospedali "Hub" (Novara ed Alessandria) hanno la più elevata incidenza di mobilità passiva, quando dovrebbero addirittura sopportare l'impatto della chiusira di servizi in ospedali di arere vicine.
 
Noi medici piemontesi, soprattutto giovani, esprimiamo una forte preoccupazione e stigmatizziamo il comportamento di una classe dirigente che non ci rappresenta più.
Gentile direttore, ci chediamo chi abbia generato il buco in bilancio che ci ha portati a questa situazione paradossale? dove sono i responsabili? Chi ha tenuto aperti degli ospedali che andavano chiusi, solo per logiche clientelari?
 
Non si penserà forse che il responsabile di tutto ciò sia il giovane medico precario, che dopo avere sudato lacrime e sangue per laurearsi e specializzarsi, e che ha contribuito a sorreggere, assunto con contratti illegali, questo sistema, ora si vede tranciare ogni possibilità di ingeresso in un sistema che è stato condotto all'asfissia lentamente ma inesorabilmente.
Non si penserà forse che siano responsabili i medici dipendenti del SSN/SSR che hanno difeso il diritto alla salute dei cittadini rimettendoci migliaia di ore di straordinario non pagate, riposi non goduti e alle volte la salute, per sopperire alle voragioni organiche e alle inefficienze organizzative che da anni divorano questo sistema?
 
Direttore,il piano sanitartio regionale proposto dall'assessore Saitta è inaccettabile perchè è contro i cittadini che dovrebbe tutelare e noi non possiamo accettarlo.
Anaao e Anaao Giovani, e crediamo tutti i medici piemontesi, non ci stanno ad assistere passivi alla cronaca di una morte annunciata. In tutte le sedi e in tutte le occasioni chiederemo conto di questi atti lesivi del diritto alla salute.
 
Dario Amati
Responsabile regionale Anaao Giovani Piemonte e della macroregione Nord Italia
 
Valerio Tomaselli
Segretario aziendale ASL AT
 
Daniele D'Ambrosio
Responsabile aziendale ASL AT Anaao Giovani

18 Dicembre 2014

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