Sclerosi multipla: ci si mette anche la noradrenalina

Sclerosi multipla: ci si mette anche la noradrenalina

Sclerosi multipla: ci si mette anche la noradrenalina
Un gruppo di ricercatori americani dimostra, in esperimenti condotti su topi, che nei malati di sclerosi multipla è presente un deficit del neurotrasmettitore e suggeriscono che farmaci già disponibili possono dare benefici ai malati. Ma è solo un’ipotesi.

Un nuovo tassello si aggiunge alle conoscenze delle cause della sclerosi multipla. Dopo che negli anni sono emerse predisposizioni genetiche, il ruolo di agenti patogeni come il virus di Epstein-Barr e quello della vitamina D e dell’esposizione al sole, quello del fumo e quello dell’istamina. Mentre resta ancora da chiarire del tutto la relazione tra sclerosi e l’insufficienza cerebrospinale venosa cronica, uno studio pubblicato sulla rivista Brain complica ulteriormente il quadro ma dà anche una speranza ai malati: per la prima volta emerge il ruolo di un neurotrasmettitore, la noradrenalina.
Una ricerca condotta su topi ha infatti evidenziato come un danno al locus coeruleus, uno dei nuclei del sistema nervoso centrale dove è situata la gran parte dei neuroni responsabili del rilascio della noradrenalina, lasci campo libero all’insorgenza o alla progressione della malattia.
In precedenti studi, lo stesso gruppo aveva infatti dimostrato come la noradrenalina agisca da immunosoppressore nel cervello prevenendo l’infiammazione. La sostanza inoltre gioca un ruolo importante nel mantenere l’integrità della membrana ematoencefalica.
"Ci sono molte prove della presenza di danni al locus coeruleus nei pazienti con Alzheimer o Parkinson, ma è la prima volta che è stato dimostrato che stress a carico dei neuroni del locus coeruleus è presente anche nei pazienti con sclerosi multipla. Malati, in cui, inoltre, si registra una riduzione dei normali livelli di noradrenalina”, ha spiegato il primo firmatario dello studio Paul Polak.
La scoperta potrebbe essere una buona notizia per i malati: “Abbiamo un sacco di farmaci approvati dall’Fda che hanno mostrato di aumentare i livelli di noradrenalina nel cervello e crediamo che questo tipo di intervento possa produrre benefici nel pazienti con sclerosi multipla e altre patologie neurodegenerative”.
Ma, per il momento, questa è soltanto un’ipotesi che andrà opportunamente verificata. 

15 Febbraio 2011

© Riproduzione riservata

Prurito. Dermatologi: “Riconoscerlo come malattia e campanello d’allarme di condizioni sistemiche”
Prurito. Dermatologi: “Riconoscerlo come malattia e campanello d’allarme di condizioni sistemiche”

Fastidioso, persistente, talvolta insopportabile: il prurito è uno dei sintomi più diffusi nella popolazione generale e, nelle forme croniche, può incidere sulla qualità della vita in modo paragonabile al dolore...

Come migliorare le prestazioni degli atleti attraverso il riposo
Come migliorare le prestazioni degli atleti attraverso il riposo

La gestione del riposo notturno rappresenta una componente critica nel recupero dell'atleta, con implicazioni dirette sulla salute sistemica e sulla performance. Una recente indagine pubblicata sulla rivista International Journal of...

Trisomia 21, anche una reazione autoimmune dietro la Sindrome di Down. Lo Studio della Cattolica
Trisomia 21, anche una reazione autoimmune dietro la Sindrome di Down. Lo Studio della Cattolica

La Sindrome di Down potrebbe dipendere in alcuni casi anche da una reazione autoimmune – in cui gli anticorpi materni attaccano la membrana che riveste l’ovocita – e questo meccanismo...

Sclerosi multipla recidivante: fenebrutinib mostra efficacia su ricadute e disabilità
Sclerosi multipla recidivante: fenebrutinib mostra efficacia su ricadute e disabilità

Le opzioni terapeutiche per la sclerosi multipla recidivante (SMR) registrano nuovi dati positivi su fenebrutinib, derivanti dagli studi di Fase III FENhance 1 e 2, che hanno raggiunto l’endpoint primario....