Pressione alta fin da bambini? Colpa di troppa Tv, computer e videogame

Pressione alta fin da bambini? Colpa di troppa Tv, computer e videogame

Pressione alta fin da bambini? Colpa di troppa Tv, computer e videogame
Uno studio su 5.000 bambini europei, italiani compresi, ha dimostrato che l'11% presenta già valori pressori alti. E la causa è la vita sedentaria e le troppe ore passati seduti davanti a uno schermo. Bastano infatti poco più di due ore al giorno davanti a Tv o pc per entrare nella fascia a rischio di sviluppare ipertensione da adulti

Ben 110 bambini europei su 1000 mostrano già una pressione sanguigna elevata. È noto che guardare troppa televisione non fa bene ai bambini e ai ragazzi. Quello che non si sapeva è che stare davanti allo schermo per più di due ore al giorno aumenta ben del 30% il rischio di sviluppare ipertensione in seguito. Ma anche la sedentarietà individua un problema importante: un bambino che svolge meno di un’ora al giorno di attività fisica ha un rischio aumentato del 50% di avere la pressione alta da adulto. Tutti questi risultati arrivano da uno studio su più di 5000 bambini europei, condotto dall’università di Saragoza (Spagna) e San Paolo (Brasile), e reso noto da Plataforma Sinc. Lo studio è stato pubblicato* su International Journal of Cardiology.
 
Gli scienziati sono arrivati a questa conclusione a partire dai dati dello studio Idefics (Identification and Prevention of Dietary- and Lifestyle-induced Health Effects in Children and Infants), che ha preso in considerazione 5.221 bambini di età compresa tra i due e i 10 anni, provenienti da diversi paesi europei (Spagna, Germania, Italia, Ungheria, Cipro, Estonia, Svezia e Belgio), per due anni.
 
Nello studio, il numero di bambini e ragazzi che nei due anni dello studio ha manifestato un livello alto di pressione sanguigna Hbp (High blood pressure), misurata come incidenza cumulativa nei due anni, in questo campione di individui è risultato piuttosto elevato, dato che si tratta di 110 bambini su 1000 (più del 10%), mentre 121 su 1000 manifestano uno stato di pre-Hbp, subito precedente allo sviluppo di pressione alta. Nelle conclusioni dello studio, si legge che questa incidenza di Hbp risulta elevata.
“Lo studio mostra il numero di nuovi casi di ipertensione e la connessione tra attività fisica e differenti abitudini alla sedentarietà con il rischio di alta pressione tra i bambini europei”, ha spiegato a Sinc Augusto César F. de Moraes, ricercatore brasiliano che collabora con il gruppo Unizar e primo autore dell’articolo.
 
Tra le patologie non trasmissibili, l’ipertensione è più comune all’interno della popolazione adulta più che tra i bambini e diversi studi hanno mostrato che i livelli della pressione arteriosa durante l’infanzia e l’adolescenza hanno una forte influenza sullo sviluppo dell’ipertensione da adulti.
 
I bambini che stanno seduti davanti alla televisione, al computer o a videoconsole, per più di due ore al giorno mostrano un aumento significativo del rischio di sviluppare ipertensione e lo stesso vale per i bambini che svolgono una ridotta attività fisica giornaliera (meno di un’ora al giorno). “I risultati sono preoccupanti, dato che mostrano che l’abitudine alla sedentarietà è molto frequente sia da bambini che in età più adulta”, prosegue il ricercatore. “L’evidenza scientifica mostra che l’attività fisica è un potente vasodilatatore. Dunque, il tasso di dilatazione del cuore aumenta e, allo stesso tempo, la pressione arteriosa diminuisce”. Per questo, gli esperti raccomandano più di un’ora al giorno di esercizio fisico e di limitare le ore di sedentarietà completa.
 
Viola Rita
 
*Augusto César Ferreira de Moraes, Heráclito Barbosa Carvalho, Alfonso Siani, Gianvincezo Barba, Toomas Veidebaum, Michael Tornaritis, Denes Molnar, Wolfgang Ahrens, NormanWirsik, Stefaan De Henauw, Staffan Mårild, Lauren Lissner, Kenn Konstabel, Yannis Pitsiladis, Luis A. Moreno. Incidence of high blood pressure in children —Effects of physical activity and sedentary behaviors: The IDEFICS study. High blood pressure, lifestyle and children.International Journal of Cardiology, February 2015 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.ijcard.2014.11.175

Viola Rita

26 Febbraio 2015

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