Biosimilari: per esperti possibili risparmi di 200 mln annui per il Ssn

Biosimilari: per esperti possibili risparmi di 200 mln annui per il Ssn

Biosimilari: per esperti possibili risparmi di 200 mln annui per il Ssn
Il risparmio per il sistema sanitario italiano derivante dai farmaci biosimilari potrebbe raggiungere o 200 milioni di euro annui nel 2015 e salire a 500 milioni nel 2020. Complessivamente, le aziende sanitarie risparmierebbero il 3-4% sulla spesa complessiva per i farmaci. Secondo le ultime proiezioni presentate in occasione del convegno su “Medicinali Biosimilari. Posizionamento in terapia per la sostenibilità del sistema” in corso ad Ivrea.

Sono pari in efficacia, qualità e sicurezza a quelli capostipiti, ma costano anche il 30% in meno. Queste le caratteristiche dei biosimilari descritte dagli esperti riuniti ad Ivrea per un convegno sul tema: “Medicinali Biosimilari. Posizionamento in terapia per la sostenibilità del sistema”. “Questo convegno, – spiega Laura Rocatti, organizzatrice del convegno e direttore della Farmacia Ospedaliera degli Ospedali Riuniti del Canavese e degli Ospedali di Ciriè-Lanzo, e del Dipartimento del Farmaco dell’Asl TO4 – vuole fare il punto sulle possibilità di utilizzo clinico di questi farmaci e sui risvolti economici che potrebbero derivarne. Il loro arrivo sul mercato porta sicuramente con sé delle opportunità in termini di sostenibilità economica non indifferenti, visto che stiamo parlando di cure, quelle per i tumori e le malattie renali, tra le più costose”.
Il convegno, che riunisce esperti di farmacologia, farmacoeconomia, legislazione farmaceutica, farmacisti ospedalieri e medici specialisti, vuole fare il punto sulle possibilità di utilizzo clinico di questi farmaci e sui risvolti economici che potrebbero derivarne, nel rispetto del parere del medico cui è affidata sempre l’ultima scelta in termini di prescrizione. Medico che, secondo Sergio Bretti, direttore della Divisione di Oncologia dell’Asl Torino 4, “di fronte a questa nuova possibilità terapeutica, deve essere disponibile a confermare nella clinica la parità di sicurezza ed efficacia rispetto ai farmaci originatori di uso corrente e dimostrare particolare sensibilità al monitoraggio di sicurezza post-marketing di queste terapie.”
 

18 Febbraio 2011

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