Bianco: “Questo è solo un aspetto, ma serve più attenzione alla salute dei lavoratori della sanità”
Così come è uscita ieri sulla stampa, francamente mi sembra poco chiara e poco efficace. Innanzi tutto bisogna dire che qualsiasi provvedimento che riguarda la sanità, deve passare attraverso la Conferenza Stato-Regioni, e poi ci sono molti elementi lasciati indefiniti, come ad esempio come dovrebbero essere fatti i test e chi dovrebbe sostenerne le spese, ma soprattutto si è dato un messaggio negativo sia ai cittadini sia ai medici. Per i primi crescerà l’allarme, mentre i secondi si sentiranno tutti accusati ingiustamente, visto che gli episodi di cui si parla sono assolutamente marginali rispetto all’insieme della categoria. E per un sistema importante e complesso come la sanità, che è fatto anche di fiducia, questo è un danno.
Dunque, niente test?
Non dico questo. Credo che una situazione del genere poteva essere affrontata e risolta nell’ambito delle normali attività di monitoraggio che le Direzioni sanitarie e i servizi di sicurezza del lavoro svolgono nelle Aziende, con una raccomandazione di particolare attenzione a questi aspetti. Sarebbe stato più efficace e non avrebbe prodotto i rischi che dicevo prima.
Ma bisognava rispondere alla notizia dell’inchiesta di polizia a Napoli, che aveva coinvolto un ginecologo.
Bisogna porre più attenzione a bilanciare l’efficacia del provvedimento e l’impatto mediatico, altrimenti gli effetti collaterali superano i benefici attesi.
Cosa pensa di fare?
Ne ho già parlato con il ministro Fazio e con lui valuteremo quali proposte fare in sede di Conferenza Stato-Regioni. La mia convinzione, che ha trovato ascolto da parte del ministro, è che occorra piuttosto sviluppare l’attenzione alle condizioni psicofisiche dei lavoratori, che spesso producono disagio e burn out. In una prospettiva di attenzione più generale alla salute dei lavoratori della sanità, che certo non respirano polveri sottili ma che sopportano notevoli carichi di stress, ci si deve occupare anche delle possibili situazioni di uso e abuso di sostanze, droghe, alcol o farmaci. Senza dimenticare di pensare anche al problema della cura e della riabilitazione.
E.A.
Articoli correlati:
18 Febbraio 2011
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Inibitori di Pompa Protonica. Aifa introduce una nota che ne regola la prescrivibilità

Schillaci: “Basta trucchi sull’intramoenia. Manipolare i dati è una questione di onestà”

Richiamo globale su latte artificiale e altri prodotti per neonati per tossina da Bacillus cereus

Farmaci. Il Tar del Lazio annulla la circolare di Aifa: ai grossisti non spetta lo 0,65% sui generici

Tumori. “105mila diagnosi ogni anno in Italia causate dal fumo. 18mila cittadini hanno già firmato per aumentare di 5 euro il costo delle sigarette”

Al via la riforma del Servizio sanitario nazionale. Nascono gli ospedali di terzo livello e quelli "elettivi" senza Pronto Soccorso. Riordino disciplina per medici di famiglia e pediatri

Prevenzione melanoma. Via libera del Senato al testo che istituisce la giornata nazionale. Arriva il consenso informato per l'esecuzione dei tatuaggi

I dieci motivi per cui gli Infermieri con Laurea Magistrale ad Indirizzo Clinico dovrebbero afferire alla Dirigenza

Inibitori di Pompa Protonica. Aifa introduce una nota che ne regola la prescrivibilità

Paziente ucciso da un altro paziente in reparto di Psichiatria. “L’assassino era pericoloso e in attesa di trasferimento in Rems”