Allarme pediatri Usa: “Dilaga autolesionismo su Youtube. Lo pratica tra il 14 e il 21% dei ragazzi”

Allarme pediatri Usa: “Dilaga autolesionismo su Youtube. Lo pratica tra il 14 e il 21% dei ragazzi”

Allarme pediatri Usa: “Dilaga autolesionismo su Youtube. Lo pratica tra il 14 e il 21% dei ragazzi”
I video in cui i ragazzi si infliggono lesioni spopolano sul sito di video-sharing e spesso sono visibili anche dai minori. Uno studio su Pediatrics avverte: così si rischia di “normalizzare” la pratica e renderla ancora più diffusa di quello che è.

C’è una tendenza che sta spopolando sul web e preoccupa non poco i pediatri: Youtube, il diffusissimo sito di condivisione di video, sta diventando un diario visivo delle peggiori pratiche diffuse tra i ragazzi e tra i video più “postati” e più visti figurano quelli in cui i più giovani (il più delle volte adolescenti) si infliggono lesioni, soprattutto tagli.L’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi sulla rivista dell'Associazione dei pediatri americani "Pediatrics". Da uno studio che ha passato in rassegna il sito di video-sharing è emerso che i video che riportano episodi di autolesionismo (o tesi a favore della pratica), non soltanto sono molto numerosi, ma, con circa 2 milioni e mezzo di visualizzazioni, sono anche tra i più visti e apprezzati (il giudizio espresso dagli utenti è superiore a 4 su una scala di 5).
Nella stragrande maggioranza dei casi (95%) a inviare i video sono ragazze con un’età media dichiarata di 25 anni. In realtà sembrano molto più giovani ed è una pratica comune per i ragazzi registrarsi al sito mentendo sull’età per poter accedere ai contenuti per adulti. Tuttavia, in 4 casi su 5 non è necessario essere adulti per visualizzare questi video: non contengono infatti alcuna restrizione.
Gli episodi di autolesionismo compaiono in quasi i due terzi dei video, nella metà dei casi si tratta di riproduzioni grafiche ma nei rimanenti casi è un ragazzo in carne e ossa a infliggersi le lesioni.
A preoccupare i ricercatori dell’University of Guelph in Canada che hanno condotto la ricerca, è che la diffusione dei video porti a ragazzi a considerare normale la pratica e a imitarla.
“Questi video con contenuti autolesionistici su Youtube possono incoraggiare la normalizzazione di queste pratiche e rinforzare il comportamento attraverso la loro visualizzazione regolare”, hanno affermato i ricercatori.
Al di là della riproposizione sul web, secondo il team la pratica è molto diffusa: tocca una percentuale oscillante tra il 14 e il 21 per cento di bambini, ragazzi e giovani adulti ed è sintomo di difficoltà interpersonali e di probabili disturbi psichiatrici. In alcuni casi questi comportamenti possono essere un campanello di allarme che precede il tentativo di suicidio.
Il timore è che ora, grazie a Youtube, i numeri possano crescere ulteriormente.  

23 Febbraio 2011

© Riproduzione riservata

Ritorno tra i banchi e non solo. Il burnout genitoriale ricomincia a settembre?
Ritorno tra i banchi e non solo. Il burnout genitoriale ricomincia a settembre?

Suonano le campanelle delle scuole di tutta Italia. Qualcuno ha già iniziato, a molti è toccato oggi e altri ragazzi e bambini torneranno sui banchi entro il fine settimana. Spesso...

Papa Leone XIV. Schillaci: “Grato per la sua attenzione alla salute e ai più fragili”
Papa Leone XIV. Schillaci: “Grato per la sua attenzione alla salute e ai più fragili”

“Desidero rivolgere i miei più sentiti auguri a Papa Leone XIV”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha inviato il proprio messaggio al Pontefice. “Colgo questa occasione per manifestare...

Addio a Raffaele Costa, ex ministro della Sanità e protagonista della politica italiana
Addio a Raffaele Costa, ex ministro della Sanità e protagonista della politica italiana

È scomparso all'età di 90 anni Raffaele Costa, politico di lungo corso e più volte ministro della Repubblica. Nato a Mondovì, in provincia di Cuneo, l'8 settembre 1936, Costa si...

Oms. Vanessa Kerry è la nuova Inviata speciale per la resilienza sanitaria
Oms. Vanessa Kerry è la nuova Inviata speciale per la resilienza sanitaria

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha nominato Vanessa Kerry Inviata Speciale del Direttore Generale dell’Oms per la Resilienza Sanitaria. Facendo leva sulla precedente esperienza come prima Inviata Speciale del Direttore Generale...