Marche. Fp Cgil: “Nella sola Asur ci sono 1.407 precari. Ormai è emergenza e Dpcm non la risolve”

Marche. Fp Cgil: “Nella sola Asur ci sono 1.407 precari. Ormai è emergenza e Dpcm non la risolve”

Marche. Fp Cgil: “Nella sola Asur ci sono 1.407 precari. Ormai è emergenza e Dpcm non la risolve”
Il sindacato lancia l’allarme: “Le nostre valutazioni restano le stesse che abbiamo già espresso in più occasioni: il problema del precariato in sanità non è risolto. Necessiterebbero interventi risolutivi”. E poi sull’Asur: “Rappresenta o no un costo ulteriore? Non sarebbe invece logico un modello ‘semplificato’”.

“Nella solo Asur ci sono 1407 precari”. È questo il dato allarmante divulgato dalla Fp Cgil Marche. “Lo scorso 14 aprile – sottolinea in una nota Alessandro Pertoldi, Segretario Generale  Fp Cgil Marche – si è tenuto l'incontro fra le organizzazioni sindacali del comparto sanità e la Regione Marche con all'ordine del giorno la “stabilizzazione” degli operatori precari presenti nel Sistema Sanitario Regionale. Il 3 marzo la Ministra Beatrice Lorenzin ha infatti firmato il DPCM per la stabilizzazione dei precari in Sanità. Sono passati quasi due anni dal decreto legge 101 del 2013 perché la Ministra firmasse il Decreto”.
 
“Le nostre valutazioni – prosegue – restano le stesse che abbiamo già espresso in più occasioni : il problema del precariato in sanità non è risolto. Necessiterebbero interventi risolutivi della grave situazione in cui versa il Servizio Sanitario dove professionisti ed operatori ogni giorno contribuiscono a garantire l'efficacia e la qualità delle strutture sanitarie della nostra Regione. Il Decreto prevede la possibilità di avviare procedure concorsuali riservate al personale precario per coprire sino al 50% dei posti disponibili (potranno accedere alla stabilizzazione i precari  che abbiano prestato un servizio effettivo non inferiore ai tre anni nell'ambito del quinquennio precedente)”.
 
“La situazione della Regione Marche – evidenzia la Fp Cgil – vedeva al 31 dicembre 2014, nella sola ASUR (con esclusione quindi delle Aziende Ospedaliere Torrette e Marche Nord nonché dell'INRCA) la presenza di 1.407 precari distinti fra n° 881 contratti a tempo determinato e n° 526 co.co.co. e convenzioni. Si tratta prevalentemente di medici ed infermieri, nel ruolo sanitario  e di operatori socio-sanitari nel ruolo tecnico”.   
Area Vasta n° 1 (Pesaro e Urbino) tempi determinati 216 – co.co.co 31 ;
Area Vasta n° 2 (Ancona) tempi determinati 367 – co.co.co 241;
Area Vasta n° 3 (Macerata) tempi determinati 132 – co.co.co 110 ;
Area Vasta n° 4 (Fermo) tempi determinati  77 – co.co.co 64 ;
Area Vasta n° 5 (Ascoli Piceno) tempi determinati 89 –  co.co.co 80.
 
“Oggi – continua la nota – va affrontata nell’interesse dei cittadini, in quanto ci riferiamo ad operatori che assicurano servizi essenziali alla persona, una vera e propria emergenza rappresentata dal personale del nostro Servizio Sanitario che ha pagato un alto prezzo in termini di limitazione del turn over e di conseguenti maggiori carichi di lavoro. La tanta decantata “virtuosità” del Sistema sanitario regionale è stata costruita prevalentemente sul contenimento del costo del personale. Senza dimenticare che i lavoratori della sanità stanno subendo gli effetti negativi del blocco del rinnovo contrattuale dal 2009.
 
Il tema dell’adeguamento delle dotazioni organiche e della stabilizzazione dei troppi precari deve tornare ad essere centrale e perciò ribadiamo le nostre richieste riassumibili in quattro priorità: 
– proroga dei rapporti di lavoro del personale precario e contestuale avvio del processo di stabilizzazione per tutte le figure professionali legate all’attività assistenziale ;
– garanzia per il 2015 della copertura del turn over del personale in ogni Area Vasta e Azienda Ospedaliera per tutte le figure professionali legate all’attività assistenziale ;
– messa a disposizione delle risorse regionali da destinare attraverso la contrattazione decentrata per accompagnare i processi di riorganizzazione che investono l’ASUR e le Aziende Ospedaliere;
– salvaguardia dei lavoratori delle cooperative sociali che operano nell’area delle fragilità sociali, dai servizi della “salute mentale” alle  “dipendenze patologiche”, alla  “disabilità”.
 
“Ma è anche il momento di porsi qualche domanda – conclude Pertoldi – sul modello organizzativo della sanità marchigiana alla luce delle sempre minori risorse finanziarie.  L’ASUR rappresenta o no un costo ulteriore? Non sarebbe invece logico un modello “semplificato”, imperniato su di un forte ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo della Regione ed una gestione in capo alle Aree Vaste dotate di personalità giuridica? Dovrebbero essere questi i temi sui quali si misura la “politica” che si candida ad amministrare la nostra Regione, salvo che la “politica” non intenda continuare a parlare di “formule”, “alleanze” e “simboli contesi” scavando così sempre più il solco con i cittadini e loro reali condizioni”.

17 Aprile 2015

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