Manovra sanità. Lorenzin e Gutgeld: “Non sono tagli. Eliminiamo gli sprechi”. Ma le Regioni non la pensano così

Manovra sanità. Lorenzin e Gutgeld: “Non sono tagli. Eliminiamo gli sprechi”. Ma le Regioni non la pensano così

Manovra sanità. Lorenzin e Gutgeld: “Non sono tagli. Eliminiamo gli sprechi”. Ma le Regioni non la pensano così
Ampio dibattito su Radio Anch’io in tema di sanità. Lorenzin: “Nel 2015 è mancato incremento”. Gutgleld: “Obiettivo efficienza”. Ma Zaia non ci sta: “Sono tagli orizzontali”. E Chiamparino precisa: “Sacrificio possibile solo per quest’anno”. Aceti (Cittadinanzattiva): “Sono tagli e lo dice anche il Def”.

“Nel 2015 non c’è un taglio alla sanità ma un mancato incremento. E sono le Regioni che hanno deciso di sacrificare quest’aspetto. Non è stata scelta del governo che aveva messo le risorse nella legge di Stabilità". Torna sul caldo argomento dei tagli al comparto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ospite questa mattina della trasmissione radiofonica Radio Anch’io su Radio 1. Con lei sono intervenuti anche il commissario alla Spending review Yoram Gutgeld, il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, il coordinatore di Cittadinanzattiva, Tonino Aceti, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il candidato alla presidenza della Regione Puglia Michele Emiliano e in registrata il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino. Un ampio dibattito che ha visto contrapposte soprattutto le tesi del Governo con quelle di cittadini e Regioni.
 
Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ospite insieme al commissario della spending nella prima parte ha subito precisato come “Gutgeld sia un interlocutore privilegiato ed è fondamentale riuscire ad avere intesa sull’obiettivo di una spesa pubblica efficiente e produttiva e per quanto mi riguarda che si trasferisce con i servizi ai cittadini”.
 Lorenzin ha evidenziato che “ci sono zone d’ombra per effetto del federalismo sanitario che ha accentuato le differenze. E in molte regioni, soprattutto del Sud c’è molto da fare. Anche se l’Italia spende il 6,8% del Pil per la sanità che è un valore basso in Europa. Nella sanità italiana non c’è più da fare i tagli lineari. È stato fatto tutto. Si può risparmiare per migliorare i servizi. In ospedali grandi margini.”.
“Ora – ha precisato – aiutiamo le Regioni a reggere”. Il Ministro ha toccato anche il tema del Policlinico Umberto I. “È  un caso scuola. Siamo in una Regione in piano di rientro che ha il disavanzo più alto. I cittadini pagano e abbiamo aliquota irpef più alta. Il Policlinico sarebbe stato molto più economico farne uno nuovo. Ora abbiamo stanziato 250 mln per riammodernarlo ma è chiaro che è una struttura centenaria. Ma il Policlinico nonostante le difficoltà ha reparti di eccellenza perché la differenza la fanno le tecnologie ma anche e soprattutto la qualità del personale”.
Lorenzin ha poi ricordato il tema dei falsi di miti protagonista dell’evento organizzato martedì scorso. E si è soffermata sul caso dei vaccini fluad “per cui abbiamo avuto un aumento dei morti da influenza”.
Una battuta anche sulla revisione del prontuario farmaceutico con la rassicurazione che la revisione “non graverà sui cittadini” e infine puntare su “regole più rigide per il socio assistenziale”.
 
Sugli obiettivi per il futuro Yoram Gutgeld commissario spending review si è trovato in sintonia con il Ministro. “L’obiettivo non è tagliare, ma rendere la nostra sanità più efficiente. Eliminare gli sprechi e trovare opportunità per offrire servizi in modo meno costoso. In sanità noi abbiamo ancora che lo stesso prodotto viene comprato dagli ospedali con prezzi diversi. L’anno scorso siamo andati verso la creazione di un percorso per avere un’unica centrale d’acquisto in ogni regione. Il Percorso sarà chiuso entro settembre e ci consentirà di risparmiare”.
“L’obiettivo del lavoro che stiamo facendo non è di adottare interventi che riducono i servizi. Non abbiamo volontà di incidere sull’out of pocket dei cittadini. Vogliamo rendere il sistema più efficiente per dare maggiori servizi”.
 
In contrapposizione Tonino Aceti di Cittadinanzattiva che ha rimarcato come “stando ai fatti non alla parole. Regioni e governo hanno deciso di tagliare il fondo nazionale per il 2015 e 2016 per un totale di 5 miliardi. E questa informazione trova riscontro oggettivo nel Def. Nella realtà concretamente si sta tagliando il servizio sanitario pubblico”.
Aceti ha denunciato che “l’Intesa Stato Regioni è fortemente penalizzante per cittadini. Si sta pensando che le prestazioni inappropriate dovrebbero essere a carico dei cittadini. Questa è una strada fortemente sbagliata”.
Una battuta anche sulla riforma delle cure primarie. “È necessario che medici di famiglia si mettano in gioco e lascino i vecchi schemi. Mettendo al centro i pazienti e non le retribuzioni”.
 
Il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo ha ribadito la linea governativa evidenziando come “taglio è la parola più facile che viene usata. L’accordo che stiamo facendo non ha impatto su servizi ai cittadini. La cifra più consistente è sugli acquisti di beni e servizi e lì si può fare un lavoro di risparmio”.
 In riferimento al tema delle prescrizioni appropriate il sottosegretario ha affermato come “sulla specialistica è noto che in molte parti del Pease vi sono dati di prestazione che non sono basati su dati epidemiologici. C’è un’attività certe volte che fa più bene allo specialista più che rispondere a un bisogno. Ma la cifre sono molto piccole”.
 
Con un intervento registrato è intervenuto anche il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino che ha affrontato il tema tagli. “Mercoledì sera si era molto vicini all’intesa. Noi abbiamo fatto un sacrificio per il 2105, ma per rendere sostenibile il sistema su per esempio farmaci innovativi salva vita e ampliamento dei Lea, possiamo fare il miracolo solo quest’anno e per questo occorre confermare un aumento delle risorse per i prossimi anni”. Una battuta anche sui ticket: “Non vogliamo aumentarli ma redistribuirli per favorire l’equità”.
 
Nell’ultima parte di trasmissione Luca Zaia (Lega Nord), il presidente della Regione Veneto e candidato  anche alle prossime elezioni regionali conferma le barricate. “Noi siamo l’unica regione che ha votato contro l’intesa. Il taglio è fatto in maniera orizzontale il che significa affossare il beneficio dei costi standard. Nel momento in cui si taglia il fondo, ciò ricade in percentuale su ogni regione. Ma perché devo lasciare sul tappeto 200 mln al pari di altre regioni che sprecano? Noi non applichiamo l’addizionale irpef e i ticket aggiuntivi. Si vogliono coprire gli sprechi degli altri. Il Governo ci sta lasciando in mezzo al guado. Ministro compreso”. Per il governatore del Veneto “è un fatto di civiltà” e poi un’altra stoccata al Ministro: “Non ci si può riempire la bocca con i costi standard. Sono stati applicati per 2 mesi anche se sono applicabili dal novembre del 2011. Abbiamo pure pagato dei tecnici per costruirli ed è tutto fermo”. Se invece fossero applicati è la tesi di Zaia uscirebbero “miliardi di euro di sprechi”.
 
 
“Il governo centrale prova a tagliare e noi dobbiamo insistere è il gioco delle parti”. Ha affermato Michele Emiliano (Pd) candidato governatore della Regione Puglia. “Ha ragione Zaia  quando dice che ci sono margini per risparmiare soldi. È vero che ci sono differenze enormi. Non esiste un sistema unico di verificare le performance. Quando uno fa l’amministratore ad uno non gliene frega niente delle appartenenze politiche, certo c’è il marketing della Lega, ma i nostri avversari sono problemi”
 “Le Regioni del sud – ha precisato – sono in risanamento per responsabilità loro, ma è difficile. È un’operazione da lacrima e sangue”. Emiliano ha poi specificato che “se dovessi diventare presidente mi terrò la delega alla sanità. Noi spendiamo l’80% del budget in sanità. Siamo in situazione difficile. Non ci consola di essere una regione virtuosa del centro sud ma vogliamo esserlo in tutto il paese”. 
 
L.F.

L.F.

24 Aprile 2015

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