8 marzo. Lila: nella prevenzione dell’Hiv istituzioni assenti

8 marzo. Lila: nella prevenzione dell’Hiv istituzioni assenti

8 marzo. Lila: nella prevenzione dell’Hiv istituzioni assenti
Un terzo delle 4.000 persone che ogni anno è infettato dal virus dell’Hiv è di sesso femminile e nel 70 per cento dei casi si infettano a causa di rapporti sessuali non protetti dal preservativo. Ma, denuncia la Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids , “le istituzioni sono assenti nel rendere disponibile il preservativo, sia maschile che femminile”.

Oltre la metà (53,8%) delle donne che vivono con l'Hiv, in Italia, scopre l'infezione al momento della diagnosi di Aids. E per le donne giovani, questa percentuale supera l'80 per cento. A fornire le cifre è stato nelle settimane scorse l'Istituto Superiore di Sanità, che ha sottolineato “l’urgenza di incoraggiare l’adozione di comportamenti sessuali sicuri tra le donne”. A rilanciarle questa mattina, in occasione dell’8 marzo la Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids che ha ricordato come ogni anno in Italia contraggono l'Hiv oltre 4.000 persone. Almeno un terzo di queste sono donne. Che nel 70 per cento dei casi si infettano a causa di rapporti sessuali non protetti dal preservativo.
“La quasi totalità delle infezioni avvengono oggi per via sessuale e alle donne, più vulnerabili per motivi sia fisiologici che sociali e culturali, vanno forniti gli strumenti necessari a tutelare in autonomia la propria salute”, ha sottolineato l’associazione in una nota. “Il diritto alla salute e all'autodeterminazione delle donne è il diritto a una vita sessuale libera, consapevole e informata. Ma ancora una volta la LILA si trova a denunciare la completa assenza delle istituzioni nel rendere disponibile il preservativo, sia maschile che femminile, efficace nel prevenire le infezioni oltre che le gravidanze indesiderate. Mentre in tutto il mondo singole città e intere nazioni distribuiscono gratuitamente condom e femidom (preservativo femminile), in Italia non riusciamo neppure a parlarne”.
La Lila, inoltre, denuncia, la situazione delle “sex worker”, “cacciate dalle nuove leggi in uno stato di semiclandestinità che le rende irraggiungibili per la prevenzione, mentre apprendiamo che anche nelle sfere sociali più alte la promiscuità sessuale non comprende l'uso del preservativo. Tutto ciò, invece di rendere evidente la necessità di forti azioni anche istituzionali per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, tra cui l'Hiv, scatena piuttosto interminabili discussioni sulla moralità della popolazione”.
Resta poi ancora pressoché sconosciuto in Italia il femidom, il preservativo femminile, nonostante sia “approvato” dall'Organizzazione Mondiale della Sanità fin dal 1992. Per questo anche questo 8 marzo la LILA promuoverà l’utilizzo e distribuirà gratuitamente condom e femidom nelle piazze italiane.  

08 Marzo 2011

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