Corte dei conti. Tra 2008 e 2015 tagliati 17,5 mld alla sanità. Su le tasse e giù gli investimenti

Corte dei conti. Tra 2008 e 2015 tagliati 17,5 mld alla sanità. Su le tasse e giù gli investimenti

Corte dei conti. Tra 2008 e 2015 tagliati 17,5 mld alla sanità. Su le tasse e giù gli investimenti
Negli ultimi 7 anni un totale di 40mld di tagli agli Enti locali. “Ne è derivato un inasprimento della pressione fiscale, e per le Regioni, a causa di una diversa disciplina del Patto, una compressione delle funzioni extra-sanitarie, con flessione, soprattutto, delle spese di investimento”. LA RELAZIONE SULLA FINANZA TERRITORIALE

Tra il 2008 ed il 2015 ci sono stati 40 miliardi di tagli (il 2,4% del Pil), per i vincoli imposti dal Patto di stabilità, con riduzione dei trasferimenti dallo Stato per circa 22 miliardi e dei finanziamenti nel comparto sanitario regionale per 17,5 miliardi. È quanto segnala la Corte dei Conti nella relazione sulla finanza territoriale.
 
La relazione espone unitariamente i dati di cassa dell’esercizio 2014 della finanza regionale e comunale, posti a raffronto con i risultati del triennio precedente e con gli esiti del monitoraggio sul Patto di stabilità interno, così da offrire una visione d’insieme degli effetti finanziari e delle problematiche che hanno interessato i due comparti. La relazione affronta i nodi problematici che contrassegnano i rapporti tra il disegno politico-istituzionale di revisione del sistema fiscale locale ed il progetto di federalismo avviato nello scorso decennio, segnalando i rischi connessi al riassetto istituzionale in corso ed i possibili riflessi sugli equilibri economici delle Autonomie territoriali. 

Tra il 2008 ed il 2015, la dimensione complessiva delle correzioni di spesa poste a carico degli enti territoriali, per i vincoli imposti dal Patto di stabilità, ha raggiunto i 40 miliardi (pari al 2,4 per cento del Pil), con riduzione dei trasferimenti dallo Stato per circa 22 miliardi (e dei finanziamenti nel comparto sanitario regionale per 17,5 miliardi). Ne è derivato, per gli enti locali, un inasprimento della pressione fiscale, e per le Regioni, a causa di una diversa disciplina del Patto, una compressione delle funzioni extra-sanitarie, con flessione, soprattutto, delle spese di investimento. 

Per il 2014, i vincoli del Patto di stabilità sono stati rispettati da tutte le Regioni ad eccezione della Regione Lazio, che ha superato il proprio tetto di spesa di 977 milioni, nell’intento dichiarato di favorire il più sollecito pagamento dei debiti pregressi e la ripresa economica e produttiva del territorio. 

Il quadro complessivo che emerge dalle analisi effettuate sui dati di cassa del comparto Regioni e Province autonome evidenzia il permanere di una sofferenza di liquidità, pur in presenza della consistente quantità di risorse (circa 20 miliardi) immessa in via straordinaria dal d.l. n. 35/2013 e incrementata dal d.l. n. 102/2013 e n. 66/2014 per il pagamento dei debiti pregressi. 

L’analisi conferma come le entrate regionali abbiano subito, nel 2014, una considerevole contrazione (-18,8%), anche a seguito dell’iniezione di liquidità che ha determinato gli straordinari risultati del 2013 e, di conseguenza, un picco sul versante della spesa, a fronte di valori sostanzialmente stabili nel biennio 2011-2012. 
La componente non sanitaria della spesa corrente mostra una leggera, tendenziale crescita, soprattutto per le Regioni a statuto ordinario, mentre la spesa in conto capitale fa registrare una flessione costante nel periodo 2011-2014 (-3,71%), con l’eccezione del 2013 per effetto delle risorse aggiuntive. 

Rimane sempre elevato (l’aumento medio è del 2,9%) il livello della spesa sanitaria sostenuta dalle Regioni nel biennio 2013/2014 rispetto ai valori raggiunti nel biennio precedente, e ciò per effetto delle anticipazioni di liquidità ottenute per il pagamento dei debiti commerciali accumulati dai rispettivi enti sanitari; l’incremento risulta, tuttavia, inferiore all’entità delle risorse finanziare trasferite dallo Stato a tale scopo. Analogamente, anche gli enti sanitari incrementano gli incassi complessivi, senza un aumento in misura corrispondente dei relativi pagamenti ai fornitori, con conseguente formazione di disponibilità liquide per 2,8 miliardi, al netto delle anticipazioni di tesoreria. Significative riduzioni di pagamenti, inoltre, si registrano in materia di personale (-2,77% rispetto al 2013 e – 5,75% rispetto al 2011). 

30 Luglio 2015

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