Sigarette elettroniche. Aipo e Irccs “Mario Negri” verificheranno se aiutano effettivamente a smettere

Sigarette elettroniche. Aipo e Irccs “Mario Negri” verificheranno se aiutano effettivamente a smettere

Sigarette elettroniche. Aipo e Irccs “Mario Negri” verificheranno se aiutano effettivamente a smettere
Previsto uno studio osservazionale, multicentrico, non interventistico per acquisire dati su consumi e caratteristiche dei consumatori. Saranno arruolati 4mila pazienti afferenti a Centri Antifumo a conduzione pneumologica dislocati sul territorio italiano e un follow-up a 6 e/o 12 mesi

Attivazione di uno studio osservazionale, multicentrico, non interventistico che consenta di acquisire dati originali sui consumi e sulle caratteristiche dei consumatori delle sigarette elettroniche.
 
È questo l’obiettivo dell’accordo di collaborazione siglato tra l’Irccs – Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” e Aipo – Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri, finalizzato a raccogliere dati epidemiologici sull’utilizzo delle sigarette elettroniche nei processi di disassuefazione dal fumo avviati presso i Centri Antifumo (Caf) a conduzione pneumologica.
 
Il progetto nasce con l’obiettivo di rispondere a un’evidente lacuna presente nel panorama della letteratura scientifica nazionale e internazionale: non vi sono evidenze scientifiche sulla sicurezza ed efficacia della sigaretta elettronica in termini di cessazione dell’abitudine tabagica.
 
Lo studio è strutturato in due fasi di indagine: una fase trasversale che prevede l’arruolamento di 4mila pazienti afferenti a Centri Antifumo a conduzione pneumologica dislocati sul territorio italiano e una fase longitudinale che prevede un follow-up a 6 e/o 12 mesi condotto nei soli centri che aderiscono a questa seconda fase.
 
A ciascun partecipante verrà somministrato un questionario che consentirà di raccogliere dati circa i pattern di consumo delle sigarette elettroniche, sul potenziale ruolo di queste ultime nei processi di cessazione del fumo di tabacco e sulla frequenza di disturbi riconducibili al loro utilizzo.
 
“Questo studio – sottolinea una nota dell’Aipo –  rappresenta un’opportunità per raccogliere dati epidemiologici per la prevenzione del tabagismo, con il fine ultimo di migliorare le conoscenze sull’abitudine al fumo per contrastare l’insorgenza nella collettività di malattie correlate al tabacco.
Con la sigla dell’accordo l’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri ribadisce e rafforza il proprio impegno nella lotta al tabagismo”.

07 Settembre 2015

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