Consulcesi fa tappa in Campania per consegnare i rimborsi agli ex specializzandi

Consulcesi fa tappa in Campania per consegnare i rimborsi agli ex specializzandi

Consulcesi fa tappa in Campania per consegnare i rimborsi agli ex specializzandi
ll “Giro d’Italia” dei rimborsi ai medici ex specializzandi fa tappa in Campania. Le testimonianze dei camici bianchi che hanno ottenuto il risarcimento. Gino Bettino (medico di famiglia a Caserta): "Anni duri mi mantenevo con le guardie mediche ed ora finalmente giustizia". Alessandro Cataffo (Asl di Benevento): "Ero scettico vista la situazione della giustizia nel nostro Paese, ma ho fatto ricorso e la fiducia è stata ripagata".

Il “Giro d’Italia” dei rimborsi ai medici ex specializzandi fa tappa in Campania e porta agli operatori sanitari locali rimborsi per oltre 1 milione di euro. A beneficiarne, nella giornata di oggi, decine di camici bianchi provenienti dalle province di Napoli, Salerno, Avellino, Caserta e Benevento, che avevano fatto ricorso per ottenere il rimborso per gli anni di specializzazione non pagati. Per loro assegni, bonifici e vaglia per una media di oltre 50mila euro ciascuno, completamente esentasse. Consulcesi ha consegnato, ad oggi, oltre 5 milioni in altrettante regioni d’Italia, e ne consegnerà nei prossimi giorni altri 15 nelle restanti, per un totale di 21 milioni in 21 giorni.

La Campania si impone dunque come una delle regioni più premiate dai Tribunali italiani che continuano ad emettere sentenze favorevoli ai camici bianchi e di condanna nei confronti della Presidenza del Consiglio borse di studio non pagate tra il 1982 e il 2006. E la gioia di chi ottiene finalmente giustizia è tanta, come confermano anche le testimonianze di due dei tanti camici bianchi che hanno lottato e vinto con Consulcesi e proprio ora vedono riconoscere i loro diritti negati durante la scuola post laurea.

"Gli anni di specializzazione sono stati duri – confida Gino Bettino, originario della provincia di Caserta e medico di famiglia all’Asl Caserta distretto 15, specializzato in Malattie Infettive e Pneumologia – perché lavorare senza essere pagati non è mai facile. Io mi mantenevo, come molti colleghi, con le “guardie mediche”, quelle che oggi vengono chiamate 'continuità assistenziali'". Bettino e i suoi colleghi, all’epoca, non erano a conoscenza del diritto – sancito dall’Unione Europea e valido per tutti gli specializzandi in medicina – di ricevere una borsa di studio per il lavoro svolto durante la scuola post-laurea: "Era una vita dura – spiega Bettino – ma non c’erano alternative. Successivamente però si è aperta, grazie a Consulcesi, la possibilità di fare ricorso per ottenere giustizia, e l’ho fatto. La soddisfazione di ricevere finalmente il risarcimento per un diritto violato è stata grande. Consiglio ai miei colleghi di fare lo stesso".

La stessa felicità l’ha provata anche Alessandro Cataffo, specializzato a Napoli in Cardiologia e Geriatria e attualmente in servizio all’Asl di Benevento: "Quando studiavo sapevo di aver diritto ad un rimborso. Sapevo anche però che quel che vale per il resto d’Europa spesso e volentieri non vale per l’Italia. Per questo si andava avanti soltanto con la speranza. Poi, consigliato da diversi colleghi che avevano fatto ricorso tramite Consulcesi, ho deciso di fare lo stesso. Ero un po’ scettico perché nel nostro Paese siamo abituati a cause che durano tanti anni e dall’esito sempre incerto. La mia fiducia, però, è stata ripagata".

21 Settembre 2015

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