Zaia e Coletto (Veneto): “Sanità in ginocchio. Fosco futuro per la salute degli italiani”
“La Sanità – incalza Zaia dati alla mano – sopporterà nel 2016 tagli cumulati pari a 14 miliardi 706 milioni, di cui 4 miliardi e 300 milioni nel biennio 2015-2016, pari a circa il 30% dei tagli dell’ultimo quinquennio. L’importo del Fondo Sanitario Nazionale 2016 conferma una contrazione in valori assoluti dell’1,8% a fronte di una crescita nominale del Pil del 1,47% (solo programmatico). L’incidenza del Fondo Sanitario sul Pil arriva così al livello più basso degli ultimi 10 anni: un misero 6,6%, pericolosamente vicino al 6,5% che l’Organizzazione Mondiale della Sanità indica come soglia sotto la quale inizia a calare l’aspettativa di vita della gente e decisamente più vicino agli standard della Grecia che al 10% dedicato alla salute nei Paesi Europei più avanzati, a cominciare dall’Olanda”.
“Per il 2016 – dice Zaia aggiungendo numeri a numeri – ci sono 111 miliardi, invece che i 115,44 previsti nel Patto Nazionale per la Salute tuttora vigente, e già questo è grave. Ma non basta, perché altri 2 miliardi 350 milioni vengono ulteriormente tagliati rispetto all’Intesa del 2 luglio 2015 (già insopportabile e non approvata dal Veneto) che ne prevedeva 113,097. A questo quadro dobbiamo aggiungere anche 900 milioni in più per i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza-LEA, circa 600 milioni per i nuovi farmaci anti epatite. A questo si aggiunga la beffa del miliardo che lo Stato biscazziere conta di raggranellare dal gioco d’azzardo, grazie al quale incassa 8 miliardi di diritti e ne fa spendere almeno 6 alle Regioni per curare le ludopatie, inserite, a questo punto chissà per quale ratio, nei nuovi Lea e quindi considerate ufficialmente malattie”.
“Tanto basta – conclude Zaia – per una bocciatura totale e per farci immaginare un futuro fosco per la salute degli Italiani e dei Veneti”.
Duro anche il commento dell’assessore alla Sanità Luca Coletto. “Il 36% dell’intera spending review, lungi dall’essere tale perché mancano completamente i criteri e i costi standard, è fatto di tagli orizzontali alla Sanità. Viene messo in pericolo il diritto costituzionale alla salute universalistica in Italia. Il ricorso alla Consulta deciso dal Veneto assume ora i contorni dell’ultima spiaggia, non solo per noi, ma, credo, anche per quelle Regioni che non ritennero di dar peso agli allarmi che sia il Presidente Zaia, sia il sottoscritto, lanciammo in tempi non sospetti. Fummo molto criticati, magari alla fine qualcuno dovrà ringraziarci”.
“Abbiamo più di un motivo – aggiunge Coletto – nel riporre buone speranze nell’esito della Corte Costituzionale, ma nel frattempo deve essere chiaro a tutti che, con questo metodo e con queste cifre, forse per la prima volta, si presentano alla porte non razionalizzazioni, ma tagli ai servizi e alle cure”.
“Il Veneto con i conti in ordine – aggiunge Coletto – si vedrà scippati molti fondi che si sarebbero dovuti recuperare ripartendo i tagli sulla base dei costi standard e dell’appropriatezza di spesa, quindi non qui, non ai cittadini veneti. Di certo veniamo messi di fronte a un’impresa titanica: raschiare il fondo del barile, ammesso che fondo ci sia ancora, senza togliere cure e assistenza e senza sottoporre il personale a stress insopportabili”.
“Una cosa è certa – tiene a precisare Coletto – ed è che le centinaia di milioni di tagli che ci vogliono appioppare non saranno recuperate con nuove tasse ai nostri cittadini o con interventi sui Livelli Essenziali di Assistenza che, tra le poche Regioni d’Italia, il Veneto eroga completamente secondo quanto attestato dallo stesso Ministero della Salute. Come si è lasciata scappare il Ministro Lorenzin a Radio24, è evidente la manovra governativa con la quale, dopo aver messo in ginocchio tutte le Regioni sui conti sanitari, si punta a riaccentrare tutta la partita a Roma. Che ci stiano provando è certo, se ci riusciranno lo è molto meno, perché almeno il Veneto non ci sta proprio
22 Ottobre 2015
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