Remunerazione farmacie. Ripreso il confronto. “Ma serve più tempo per trovare un accordo”

Remunerazione farmacie. Ripreso il confronto. “Ma serve più tempo per trovare un accordo”

Remunerazione farmacie. Ripreso il confronto. “Ma serve più tempo per trovare un accordo”
Per il presidente di Assofarm la scadenza del 31 dicembre è troppo vicina per permettere di raggiungere un accordo che deve non solo soddisfare la filiera della distribuzione, ma anche ricevere l’ok dei ministeri della Salute e dell’Economia. Ma per Gizzi “la ripresa del confronto è un passo importate” e la filiera ha manifestato la volontà di “essere unita”.

Ha dato i suoi frutti l’appello lanciato alla filiera distributiva del farmaco dal presidente di Assofarm, Venanzio Gizzi, per la ripresa del confronto sul nuovo sistema di remunerazione prevista dal decreto 95 del 2012 (legge Legge 135/2012, la cosidetta Spending Review). La soluzione è ancora lontana ma, dopo mesi e mesi di stallo, il tavolo – formato da Federfarma, Assofarm, Federfarma Servizi e Adf – è finalmente tornato ieri a riunirsi e da tutti è stata espressa la volontà di andare avanti e trovare un accordo. Che, secondo quanto previsto dalla legge, dovrebbe essere raggiunto entro il 31 dicembre 2015. Obiettivo che sermbra impossibile. Secondo Gizzi, infatti, “la scadenza del 31 dicembre è troppo vicina” per permettere il raggiungimento di un accordo che deve non solo soddisfare la filiera della distribuzione, ma anche ricevere l’ok dei ministeri della Salute e dell’Economia. L’auspicio del presidente di Assofarm è che il Governo conceda più tempo al tavolo con il Milleproroghe. “Dimostrare che siamo impegnati a lavorare per arrivare a un accordo potrebbe incentivare il Governo a concedere una proroga”, afferma Gizzi.

Quanto all’incontro di ieri, il presidente di Assofarm spiega che si è trattato della “prima occasione” per la filiera di “manifestare un grande interesse a ragionare sulla questione” e ad esprimere la “disponibilità di tutti a rimanere uniti”. Anche perché la nuova remunerazione, secondo Gizzi, rappresenterebbe “la base” per la nuova Convenzione e dunque un potenziale punto di forza per le farmacie al tavolo delle trattative (e considerato che l’ultima Convenzione è scaduta nel 2001, i farmacisti si aspettano importanti cambiamenti nella nuova intesa).

Quanto ai contenuti tecnici del confronto di ieri sulla remunerazione, Gizzi spiega che ci si è limitati ad alcune “prime riflessioni”, da cui è emerso che “nessuno vuole fare azioni o programmi che non possono essere attuati. Ci siamo già passati con l’accordo siglato il 2012 all’Aifa e non vogliamo che si ripeta”. Ieri, comunque, si è parlato di questioni “per lo più organizzative”, dunque di come “impostare i lavori” e dell’obiettivo, che è quello di trovare “soluzioni che valorizzino la professione dei farmacisti”. Quanto all’accordo Aifa di ottobre 2012 e alla successiva proposta dell’ex ministro della Salute Balduzzi? “Non rappresentano le soluzioni giuste, ma non saranno cestinate. Prenderemo il buono che c’è in quelle proposte cercando di correggerle e completarle con altre proposte che permettano di raggiungere un accordo attuabile e soddisfacente”, spiega Gizzi.
 

20 Novembre 2015

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